Domenica il Milan arriva allo Stadio Comunale Luigi Ferraris al quinto posto in Serie A con 21 punti in dieci partite, mentre il Genoa, salito in silenzio all'undicesimo posto, dovrà dimostrare che i recenti risultati contro Juventus e Lecce non sono stati un'anomalia.

La posta in gioco è asimmetrica, ma reale per entrambe. L'allenatore del Genoa Daniele De Rossi ha portato la squadra fuori dall'ansia di metà classifica, con cinque sconfitte in dieci partite complessive, fino a quella che nelle ultime tre gare appare come un'unità coerente: tre vittorie, nessuna sconfitta, cinque gol segnati e uno solo subito. Un successo in casa contro un avversario da primi cinque posti sarebbe il segnale più chiaro finora che si tratta di una squadra con vere ambizioni di crescita e non di un breve momento fortunato. Per il Milan e per l'allenatore Ruben Amorim il calcolo è diverso: tre punti consoliderebbero il posto nella corsa europea e manterrebbero la pressione sulle squadre che stanno davanti. Un passo falso qui, contro una squadra in forma in uno stadio notoriamente difficile, sarebbe più duro da assorbire.

La traiettoria del Genoa è in miglioramento. Il bilancio delle ultime cinque, quattro vittorie e una sconfitta con sette gol segnati e quattro subiti, supera già la media stagionale, e la finestra delle ultime tre rende il quadro ancora più nitido: nove punti su nove disponibili, con la difesa che ha incassato una sola rete in quelle tre partite. La vittoria a Lecce del 1 novembre, arrivata quattro giorni dopo il successo casalingo contro la Juventus, suggerisce che la squadra di De Rossi sa rendere in contesti diversi. L'unica macchia in quella serie di cinque gare, la sconfitta per 2-0 in trasferta contro la Roma, è arrivata contro una squadra con ambizioni europee e ora sembra un'eccezione più che un punto di riferimento.

Il rendimento del Milan è più complesso. Il bilancio delle ultime cinque, tre vittorie, un pareggio e una sconfitta con undici gol segnati e otto subiti, è quello di una squadra capace sia di fluidità offensiva sia di fragilità difensiva. Nelle ultime tre c'è un leggero calo, due vittorie e una sconfitta con sette gol segnati e cinque subiti, che delinea una traiettoria di stallo più che di netto miglioramento. La sconfitta casalinga per 4-2 contro il Bologna del 28 ottobre è il dato che richiede attenzione: una squadra che la settimana prima aveva battuto l'Udinese 2-0 e poi ha perso di due gol in casa porta con sé una volatilità che il Genoa cercherà di sfruttare.

Il duello tattico al Ferraris dipenderà probabilmente da come la struttura difensiva del Genoa assorbirà la produzione offensiva del Milan. I rossoneri hanno segnato 21 gol in dieci partite, il rendimento offensivo più alto tra i dati a disposizione per le due squadre, e il loro reparto avanzato è stato abbastanza prolifico da punire qualsiasi disorganizzazione difensiva. La recente solidità del Genoa, che ha subito una sola rete nelle ultime tre, sarà messa alla prova con un'intensità diversa da quella offerta da Venezia o Lecce. La domanda è se l'assetto difensivo di De Rossi possa replicare quella compattezza contro il Milan di Amorim, che ha mostrato di saper segnare con facilità quando trova spazio.

Il punto debole del Genoa resta la discontinuità sulle distanze più lunghe: le quattro vittorie nelle ultime cinque nascondono le cinque sconfitte nell'arco delle dieci partite stagionali, e la differenza reti di meno quattro descrive una squadra punita quando resta scoperta. La vulnerabilità del Milan è in difesa quando la linea difensiva viene allungata: otto gol subiti nelle ultime cinque partite non sono il profilo di una squadra in grado di reggere la pressione all'infinito.

L'insieme degli elementi indica una vittoria del Milan, ma non agevole. Il rendimento casalingo del Genoa e il miglioramento difensivo rendono improbabile la porta inviolata per entrambe. Un 1-2, con il Genoa competitivo per tutta la gara ma battuto dalla maggiore profondità offensiva del Milan, è il risultato che si adatta meglio ai dati.