Il Genoa ha ospitato l'Ascoli in Coppa Italia al Ferraris il 16 agosto. Il 4-1 finale, però, è solo una porzione della narrazione. Il dato più eloquente è forse il tre: i minuti, tra il 42' e il 45', in cui il Grifone di Daniele De Rossi ha ribaltato lo svantaggio, assumendo il pieno controllo di una gara che fino a quel momento aveva subito l'iniziativa avversaria.
Il vantaggio iniziale dell'Ascoli, concretizzato da un giocatore non identificato al 25', aveva lasciato il Genoa in affanno, offrendo un amaro preludio delle difficoltà recenti. La reazione, quando si è palesata, è stata fulminea e perentoria. Il difensore del Genoa Alessandro Marcandalli ha trovato il pari al 42' su passaggio decisivo di Mario Mitaj e, prima che l'Ascoli potesse riordinare le idee, il centrocampista del Genoa Tommaso Baldanzi ha completato il sorpasso al 45', servito da Brooke Norton-Cuffy. Due reti in tre minuti nel primo tempo: il baricentro emotivo e tattico della sfida era completamente ribaltato.
La ripresa è stata un inno alla profondità della panchina del Grifone. Lorenzo Colombo, il centravanti rossoblù, ha dilatato il punteggio sul 3-1 al 61' con un assist di Morten Frendrup, una combinazione che ha evidenziato la capacità del reparto mediano di alimentare la fase offensiva anche dopo i cambi di metà gara che avevano ridisegnato l'assetto tattico. Il bomber è stato richiamato dopo soli cinque minuti, lasciando il posto a Elias Havel, ed è stato proprio Havel a completare il poker all'80', finalizzando su servizio di Samuel Wiafe. Il fatto che il quarto gol del Genoa sia maturato da due subentrati è la prova della qualità delle alternative a disposizione in quella giornata.
La rete di Havel ha fissato il punteggio definitivo, ma il contributo più significativo, in termini di analisi, è senza dubbio quello di Baldanzi. Il gol del vantaggio del centrocampista genoano, al 45', è giunto nel momento cruciale in cui l'Ascoli avrebbe potuto raggiungere l'intervallo sull'1-1 e ricalibrare la propria strategia. Invece, Baldanzi – ben servito da Norton-Cuffy, schierato in un ruolo di centrocampo – ha garantito al Genoa di andare negli spogliatoi con un prezioso gol di vantaggio. Quella marcatura ha completamente modificato l'equilibrio psicologico e tattico della ripresa.
L'Ascoli di Francesco Tomei, dopo essere passato in vantaggio, ha mostrato ben poco. Le cinque sostituzioni operate – diverse delle quali hanno coinvolto giocatori non identificati nei dati – suggeriscono che Tomei intendesse ruotare la rosa, piuttosto che tentare un recupero convinto della partita. I marchigiani non hanno più creato occasioni da rete significative dopo il 25', e l'unico cartellino giallo, comminato a un giocatore non identificato all'85', è arrivato in una sfida ormai ampiamente decisa. Il nodo cruciale per l'Ascoli è stato il black-out di tre minuti prima dell'intervallo: subire due reti in quella frazione di tempo, dopo essere stati avanti, rappresenta un'inversione di inerzia che una squadra con le loro risorse non può permettersi.
Il contesto dello stato di forma del Genoa rende questa vittoria tanto necessaria quanto complessa da decifrare. Nelle ultime cinque uscite – che comprendono quattro gare di Serie A e l'impegno di Coppa Italia – la squadra di De Rossi aveva conquistato solo cinque punti su quindici disponibili, con due vittorie mancate nel periodo. Le ultime tre gare offrono un quadro più chiaro: un successo e due sconfitte, per un totale di tre punti. Questa affermazione in Coppa è l'unica in tale ristretta sequenza, e sebbene la competizione a eliminazione diretta proponga dinamiche di pressione diverse rispetto al campionato, le modalità della rimonta – clinica, rapida e sostenuta per tutta la ripresa – rappresentano il tipo di prestazione che De Rossi vorrebbe ritrovare nel calendario di Serie A. Se poi gli interpreti di tale successo, inclusi Baldanzi e Havel, saranno in grado di replicare prestazioni simili in contesti con poste in gioco maggiori, è l'interrogativo che i numeri pongono, senza ancora fornire risposte.
Il Genoa ha rimontato, ha realizzato un poker di reti e ha gestito le rotazioni in maniera efficace: in una sfida di coppa estiva, questa è l'aspettativa minima. La vera cartina di tornasole di questo pomeriggio è capire se i tre minuti che hanno capovolto la partita rappresentino un segnale di una squadra che sta trovando una propria identità competitiva, o semplicemente la reazione a un avversario abbordabile, giunto nel momento propizio.