Il Como ha espugnato lo Stadio Comunale Luigi Ferraris, imponendosi per 1-4 sul Genoa. Il risultato è stato plasmato quasi interamente da un quarto d'ora prima dell'intervallo, quando gli ospiti hanno messo a segno tre reti, ribaltando uno svantaggio in un dominio incontrastato.
L'attaccante del Genoa Milutin Osmajić ha sbloccato il risultato al 19', capitalizzando un assist di Lorenzo Colombo e suggerendo, per un breve lasso di tempo, che la formazione di Daniele De Rossi potesse finalmente infrangere la maledizione del gol, negatole nelle prime due giornate di Serie A. Tale auspicio è durato appena sei minuti. Martin Baturina del Como ha ristabilito la parità al 25', concretizzando su un suggerimento di Álex Valle, e poi Assane Diao — il centrocampista senegalese del Como — ha firmato il sorpasso al 30' senza un assist registrato, portando avanti gli ospiti per la prima volta. Nico Paz ha completato la goleada di fine primo tempo al 40', servito da Yan Couto, e il Como è andato negli spogliatoi con un vantaggio di tre reti a uno, contro un Genoa che aveva già optato per una sostituzione tattica richiamando Stefano Sabelli per Vítinha al 45'.
Il momento chiave, dunque, non è stato un episodio isolato, bensì una sequenza frenetica di undici minuti, dal 25' al 36', in cui il Como ha colpito per due volte e il mediano del Genoa Djibril Sow ha rimediato un cartellino giallo — segno evidente del crollo simultaneo della compostezza difensiva e disciplinare della squadra ligure. Il Como di Francesc Fàbregas, reduce dalla vittoria esterna contro il Napoli di cinque giorni prima, ha mostrato una fiducia contagiosa, frutto di un'imbattibilità nelle ultime cinque uscite (con undici punti conquistati), che si è manifestata nella veemenza con cui ha annullato l'iniziale vantaggio firmato da Osmajić.
Assane Diao è senza dubbio l'uomo copertina di questa gara. L'attaccante del Como ha siglato una doppietta: il gol del sorpasso al 30' e la rete del 4-1 al 78', quest'ultima propiziata da Moise Kean, subentrato dalla panchina al 66'. La seconda marcatura del senegalese è arrivata dopo l'ingresso dell'ex juventino, una mossa che ha immediatamente mutato la dinamica offensiva nell'ultimo quarto di gara. Il fatto che lo staff tecnico del Como possa permettersi di inserire un attaccante del calibro di Kean come risorsa al 66' — e vederlo servire un assist vincente entro dodici minuti — la dice lunga sulla profondità della rosa allestita da Fàbregas. Diao è stato poi rilevato all'84' da Mattia Liberali, a missione compiuta.
Per il Genoa, questo pomeriggio ha impietosamente messo in luce una fragilità strutturale che si protrae ormai da tre sconfitte consecutive in Serie A. La compagine di De Rossi ha incassato sette reti in queste tre gare, senza riuscire a segnarne più di una, e il copione odierno è stato un calco di quanto già visto: un avvio promettente — l'acuto di Osmajić — seguito da un'incapacità di dettare il ritmo della contesa una volta incassata la reazione del Como. Il Grifone ha effettuato ben cinque sostituzioni nel corso della gara, incluso il cambio anticipato di fine primo tempo, ma le variazioni non sono servite a mutare il tabellino. Il difensore Leo Østigård ha rimediato un cartellino giallo al 62', aggiungendosi all'ammonizione di Sow, e la ripresa si è trasformata in un mero esercizio di contenimento dei danni, reso vano dagli innesti stessi del Como — Kean, Maxence Caqueret, Samuele Ricci.
I dati di classifica sono inequivocabili: il Genoa ristagna a zero punti dopo tre giornate di Serie A, avendo incassato un secco 3-0 nelle prime due gare prima dell'ulteriore tracollo di questa sera. Il Como, al contrario, si issa a sette punti in tre turni — una vittoria, un pareggio e il successo odierno — e il suo ruolino di marcia nelle ultime tre uscite di Serie A parla di sette reti realizzate contro tre subite. La traiettoria delle due compagini nelle prime settimane della stagione punta in direzioni diametralmente opposte, e nulla in questa prestazione ha suggerito che il Genoa possegga gli strumenti per arrestare il declino senza un intervento significativo.
Il Como è arrivato a Marassi da squadra in palla, e ne è uscito con la netta conferma del suo ottimo stato di forma; la stagione del Genoa, dopo tre giornate, sembra ancora non essere decollata.