Il Genoa ha battuto il Sudtirol in trasferta per 1-0 in Coppa Italia allo Stadio Comunale Luigi Ferraris, e il margine è derivato da un singolo momento di invenzione tardiva: un colpo di testa di Johan Vásquez — o finalizzazione, i dati non specificano il metodo — assistito dal difensore del Genoa David Puczka all'87° minuto, quando la partita sembrava destinata ai tempi supplementari.
Per ottantasei minuti, il Genoa di Daniele De Rossi e il Sudtirol di Davide Possanzini hanno prodotto una sfida che non ha generato gol e, dal registro eventi, nessun cartellino per nessuna delle due squadre. La prima ora è appartenuta agli undici iniziali, con la formazione del Genoa a forte impronta di centrocampo — Mario Mitaj, Amorim, Tommaso Baldanzi, Franz-Ethan Meichtry e Cody Drameh tutti schierati in ruoli di centrocampo centrale o esterno — a fornire la struttura. Poi, al 61', De Rossi si è mosso con decisione: Lorenzo Colombo ha sostituito Mitaj, e Stephan El Shaarawy è entrato al posto di Drameh. Sette minuti dopo, Junior Messias è entrato per Baldanzi. I tre cambi in rapida successione hanno ridisegnato le opzioni offensive del Genoa senza sbloccare immediatamente la difesa del Sudtirol.
La sostituzione decisiva è avvenuta all'80', quando Vásquez ha sostituito il difensore del Genoa Sebastian Otoa. Sette minuti dopo, Vásquez — un difensore di ruolo — ha convertito l'assist di Puczka per segnare quello che è diventato l'unico gol della partita. È il tipo di esito che definisce il calcio di coppa: un difensore centrale, in campo per meno di dieci minuti, che decide una sfida che gli attaccanti riconosciuti non sono riusciti a risolvere. Il ruolo di Puczka come creatore è altrettanto degno di nota; il difensore aveva operato silenziosamente per tutti i novanta minuti prima di produrre l'assist decisivo.
La serata del Sudtirol è stata caratterizzata dalla medesima situazione di stallo senza gol, ma le sostituzioni della squadra ospite — cinque in totale, a partire da Giacomo Stabile che ha sostituito Andrea Giorgini al 45', e proseguendo con Kevin Zeroli, Alvin Obinna Okoro, Salvatore Molina e Bjarki Bjarkason — non sono riuscite a produrre la svolta di cui avevano bisogno. Con una sola partita completata registrata nell'attuale finestra dati, c'è un contesto limitato per la squadra di Possanzini, ma il fatto nudo e crudo è che non hanno creato nulla che si sia registrato nel registro eventi e hanno subito gol da un difensore subentrato negli ultimi dieci minuti. Il rammarico è loro: un record difensivo immacolato per 86 minuti annullato da un singolo calo di concentrazione sul secondo palo.
Il contesto di forma intorno a questo risultato è istruttivo per il Genoa. Arrivando a questa partita, la squadra di De Rossi aveva raccolto un punto nelle ultime tre partite in tutte le competizioni — un pareggio contro il Frosinone dopo le sconfitte contro Lazio e Como in Serie A. La finestra di cinque partite raccontava una storia altrettanto scomoda. Questa vittoria in Coppa Italia non cancella quelle difficoltà in campionato, ma arresta la serie negativa in coppa e dà alla squadra un risultato da portare avanti nella settimana. La finestra di forma di tre partite ora registra una vittoria, un pareggio, una sconfitta — un modesto miglioramento nella forma, anche se il quadro sottostante della Serie A rimane la preoccupazione più pressante.
Una sfida di coppa decisa da un difensore all'87° minuto, con Puczka che ha fornito l'assist: il Genoa avanza, e De Rossi saprà che la sua squadra l'ha ottenuta con fatica.