Il centrocampista dell'Atalanta Gianluca Gaetano e i suoi compagni hanno lasciato Roma a mani vuote dopo la sconfitta per 2-1, con i padroni di casa capaci di segnare due volte in pieno recupero per ribaltare un vantaggio nerazzurro — un risultato che relega la formazione di Maurizio Sarri al settimo posto in classifica di Serie A dopo tre giornate, con sei punti frutto di due vittorie e una sconfitta.

La caduta brucia, proprio perché l'Atalanta aveva la partita in pugno. Il tecnico Sarri ha riconosciuto in seguito che la sua squadra si era abbassata troppo per proteggere il vantaggio, un'ammissione che pesa su una formazione ancora alla ricerca della propria identità tattica. Il direttore sportivo Cristiano Giuntoli aveva del resto già sottolineato come l'adattamento avrebbe richiesto tempo. Dopo tre gare, i fatti non possono che confermare tale onestà.

Per Gaetano, la gara contro la Roma rappresenta l'ultima tessera in quello che si sta rivelando un inizio impegnativo, ma istruttivo, per la sua prima stagione completa con la Dea. Il 26enne vanta una valutazione media di 6.77 nelle sue tre apparizioni in Serie A in questa stagione, con un assist a suo nome — il contributo che ha valso all'Atalanta la vittoria contro il Sassuolo alla prima giornata. Quell'assist è stato il punto più alto di una precedente buona prestazione; la domanda ora è se il sardo riuscirà a mantenere la sua influenza mentre il sistema di Sarri prende forma sotto pressione.

Il suo punteggio AI complessivo di 75 su 100, con un potenziale di 79, lo inquadra come un elemento con ampi margini di crescita, piuttosto che un calciatore che abbia già espresso il suo massimo potenziale. Questo divario assume rilevanza in un'Atalanta in fase di transizione: il centrocampista non è ancora un prodotto finito, ma è sufficientemente vicino a esserlo da rendere la differenza misurabile, non meramente speculativa.

Il quadro più ampio all'interno del club è quello di una turbolenza controllata. Sarri sta lavorando con una rosa che include giocatori ancora in attesa del loro debutto competitivo sotto la sua gestione, e la pazienza pubblicamente ostentata da Giuntoli suggerisce che la società non sia in modalità crisi, nonostante il crollo nel finale contro la Roma. La differenza reti dell'Atalanta — quattro gol segnati, tre subiti in tre gare — riflette una squadra che crea e difende in modo adeguato nei tempi regolamentari, ma che non ha ancora imparato a blindare il risultato.

Il ruolo di Gaetano nel risolvere questa criticità dipenderà da come Sarri deciderà di impiegarlo man mano che la stagione avanza. Un centrocampista che contribuisce nella trequarti avversaria ma ottiene una valutazione media inferiore a 7.00 su tre gare sta facendo abbastanza per rimanere nel giro, ma non abbastanza per essere un fattore decisivo. Le prossime settimane verificheranno se il numero 8 orobico riuscirà a spingere quel numero verso l'alto quando l'Atalanta avrà bisogno di qualcuno che prenda in mano la partita, piuttosto che limitarsi a esserne parte.