Frosinone 5-1 Lecce allo Stadio Benito Stirpe: il dominio gialloblu scritto nel primo tempo
Frosinone 5-1 Lecce allo Stadio Benito Stirpe, e la partita era effettivamente decisa al 59º minuto — tre reti già segnate, il Lecce già rimaneggiato da tre cambi simultanei, e nessuna strada credibile di rientro per i giallorossi.
L'architettura della vittoria si è costruita in due fasi distinte. Il centrocampista del Frosinone Matteo Cichella, su assist di Farès Ghedjemis, ha sbloccato il risultato al 25' regalando ai padroni di casa il vantaggio che non avrebbero mai abbandonato. Poi, al 45+1', il centrocampista del Frosinone Giacomo Calò ha trasformato un calcio di rigore per raddoppiare il vantaggio al termine della prima frazione. Il Lecce aveva già perso Corrie Ndaba per sostituzione al 45', rientrando negli spogliatoi già sotto di due reti con la struttura difensiva compromessa. Il terzo gol, segnato al 59' dalla punta del Frosinone Antonio Raimondo su passaggio di Giorgi Kvernadze, ha effettivamente chiuso la contesa come competizione. Il fatto che i salentini abbiano rimediato tre ammonizioni — contro nessuno del Frosinone — nel corso dei novanta minuti raccontava da sé la crescente frustrazione degli ospiti.
La seconda fase è appartenuta a Daniel Bîrligea. L'attaccante del Frosinone è subentrato al 70' al posto di Raimondo e in due minuti aveva già siglato, con Romano Schmid che ha fornito il passaggio decisivo. La rete è stata convalidata dal VAR al 72'. Bîrligea ha poi chiuso i conti al 90+4', completando una doppietta dalla panchina e certificando la piena misura del predominio gialloblu. Un subentrato che fa doppietta in meno di venticinque minuti di gioco: il tipo di contributo che complica — nel migliore dei modi — le scelte di formazione dell'allenatore Massimiliano Alvini.
Il pomeriggio del Lecce si è disgregato nella ripresa, ma i presupposti erano stati posti già prima. La squadra di Eusebio Luca Di Francesco è arrivata alla Stirpe con soli due risultati utili nelle ultime cinque partite, e il copione si è ripetuto qui con vendetta. Tre cambi effettuati tra il 57' e il 58' — Štulić per Esteban, Gorter per Maleh, N'Dri per Gandelman — suggerivano un approccio reattivo piuttosto che propositivo, e gli inserimenti non hanno invertito la traiettoria. La rete di Joël Monteiro all'82', su assist di Olaf Gorter, è stato l'unico squarcio di consolazione, e lo stesso Monteiro è stato sostituito quasi immediatamente all'83'. L'incapacità del Lecce di mantenere compattezza sotto pressione, evidenziata da tre cartellini gialli e dalla concessione di cinque gol, rappresenta un problema strutturale che un singolo aggiustamento tattico non può risolvere.
I dati di rendimento inquadrano chiaramente le traiettorie divergenti. Il Frosinone è arrivato a questa sfida con quattro punti dalle ultime tre giornate; ora raccoglie sette punti in quella medesima finestra temporale, con due vittorie e un pareggio e nessuna sconfitta. Nelle ultime cinque inclusa odierna, hanno messo insieme dieci punti e segnato quindici reti. Il Lecce, al contrario, totalizza appena tre punti dalle ultime cinque gare, con una sola vittoria e quattro sconfitte, mentre il passivo di gol subiti nello stesso periodo ammonta a dodici.
Una vittoria casalinga per 5-1 è il tipo di risultato che ricaliibra le gerarchie — per la squadra di Alvini, conferma che la fluidità offensiva che ha prodotto quattro gol con il Sassuolo e quattro nel pareggio all'Atalanta non è un'eccezione ma un'evidenza consolidata.