Frosinone 4-1 Juve Stabia allo Stadio Benito Stirpe: un risultato che ha preso forma già prima dell'intervallo, grazie a tre reti segnate in appena diciotto minuti, tra il 20° e il 38° minuto. Un vantaggio che il Frosinone di Massimiliano Alvini non ha più mollato.
A sbloccare il punteggio, al 20', è stato l'attaccante del Frosinone Giorgi Kvernadze, abile a trasformare un assist di Farès Ghedjemis. Quanto accaduto in seguito è stato più un'esercitazione a senso unico che una vera e propria contesa. Il mediano della Juve Stabia Kevin Piscopo è finito sul taccuino dell'arbitro al 28' e l'interruzione ha evidenziato ulteriormente la disorganizzazione difensiva dei campani: appena un minuto più tardi, il centrocampista ciociaro Matteo Cichella ha raddoppiato il conto, con Kvernadze stavolta nei panni dell'uomo assist. Al 38', l'attaccante canarino Antonio Raimondo ha calato il tris. Tre reti, tre marcatori diversi, diciotto minuti: l'unica macchia su una prestazione dominante nella prima frazione di gioco è stato un cartellino giallo per il centrocampista del Frosinone Romano Schmid allo scadere del primo tempo.
L'attaccante della Juve Stabia Leonardo Candellone ha accorciato le distanze tre minuti dopo l'inizio del secondo tempo, realizzando il gol del 3-1 al 48' e suggerendo per un breve istante una possibile reazione da parte delle Vespe. La reazione del Frosinone è stata improntata alla gestione del risultato, senza cedere al panico, con ben cinque sostituzioni effettuate nell'arco della ripresa. Il gol decisivo – la doppietta personale di Kvernadze, servito da Raimondo – è arrivato al 71' a ristabilire il vantaggio di tre reti e a chiudere definitivamente il punteggio sul 4-1. La circostanza che l'assist provenisse da Raimondo, già a segno nel primo tempo, ha evidenziato la fluidità delle trame offensive del Frosinone in quella giornata.
Giorgi Kvernadze è stato l'autentico mattatore del match, il calciatore la cui prestazione verrà ricordata maggiormente. L'attaccante georgiano ha aperto le marcature, per poi tornare nella ripresa a chiudere i giochi: una doppietta che ha incorniciato il pomeriggio e lo ha reso il protagonista assoluto dei momenti chiave per i Giallazzurri. La sua prima rete ha innescato la decisiva sequenza di diciotto minuti; il secondo, giunto dopo il gol della bandiera di Candellone che aveva per un attimo ridotto il divario, è stato il sigillo che ha spento ogni residua speranza degli avversari. Il ruolo di Raimondo, sia come marcatore che come uomo-assist, aggiunge una dimensione ulteriore alla prestazione, ma il contributo del georgiano in entrambi i tempi è stato il vero elemento strutturale dell'incontro.
La Juve Stabia di Ignazio Abate si è presentata allo Stirpe portando il peso di un periodo di forma tutt'altro che brillante: un solo punto nelle ultime cinque uscite, con ben dodici reti incassate nello stesso frangente. La Coppa Italia non ha offerto tregua alle Vespe. Tre ammonizioni e un cartellino rosso – con Saná Fernandes espulso all'89' – hanno testimoniato il nervosismo di una squadra che ha perso la propria disciplina man mano che il passivo si aggravava. La rete di Candellone è stata un lampo di qualità individuale contro il flusso della partita, più che il segnale di una ripresa collettiva, e la sua sostituzione al 77' ha lasciato i campani senza la loro unica vera fonte di pericolo. I problemi strutturali, che avevano già condotto a otto reti subite nelle ultime tre uscite, sono stati nuovamente evidenti.
Lo stato di forma del Frosinone è decisamente rassicurante: cinque vittorie nelle ultime cinque gare, quindici reti all'attivo e solo due al passivo. Le ultime tre di queste sfide hanno prodotto dieci gol segnati e uno solo subito, evidenziando una solidità difensiva che si affianca armonicamente all'elevata produzione offensiva, senza esserne un'eccezione. Questa sfida di Coppa Italia è arrivata nel contesto di quattro vittorie consecutive in Serie B, e la continuità di prestazione tra le diverse competizioni suggerisce che mister Alvini abbia costruito un collettivo dotato di vera coesione, non una squadra che si limita a dare il meglio solo per i punti in campionato. Per la Juve Stabia, il bilancio dell'ultimo periodo non offre alcun conforto: un punto su cinque gare, quattro gol segnati contro dodici incassati, e un cartellino rosso a suggellare un'eliminazione dalla Coppa Italia che, di fatto, non è mai stata in discussione dopo la prima mezz'ora.
Tra un mese, questa partita verrà ricordata come il pomeriggio in cui Kvernadze si è consacrato con una doppietta che ha incorniciato una vera e propria demolizione nel primo tempo, alla quale la Juve Stabia non ha saputo trovare risposte.