Il Frosinone ha battuto il Venezia 3-2 allo Stadio Benito Stirpe domenica, e la partita ha ruotato attorno a un unico elemento chiave: Antonio Raimondo, attaccante del Frosinone, ha siglato una doppietta prima del 40' minuto ed è uscito al 79', lasciando a Giorgi Kvernadze il compito di risolvere la contesa dopo il pareggio del Venezia.
Il primo tempo è stato dominato dal Frosinone sotto quasi ogni aspetto significativo. Raimondo ha sbloccato il risultato al 21', finalizzando un assist di Anthony Oyono, e poi ha raddoppiato il vantaggio al 39' con Patrizio Masini che ha fornito il passaggio decisivo. La seconda rete è giunta in un convulso finale di primo tempo in cui il Venezia ha collezionato quattro ammonizioni — Redouane Halhal al 33', un giocatore non nominato al 39', Gianluca Busio al 40' e Simon Sohm al 44' — e ha dovuto ricorrere a tre sostituzioni forzate prima dell'intervallo, con Richie Sagrado subentrato ad Armel Bella-Kotchap già al 16' minuto e John Yeboah e Toni Fernández entrambi inseriti al 45'. Gli uomini di Giovanni Stroppa sono andati negli spogliatoi con un passivo di due reti e una squadra strutturalmente sconvolta.
La ripresa è stata appannaggio dei subentrati del Venezia. Yeboah ha accorciato le distanze al 66', servito da Busio, e Sagrado — l'esterno subentrato al 16' minuto — ha firmato il pareggio al 74' su passaggio decisivo di Antoine Hainaut. Nel giro di otto minuti, la compagine riorganizzata da Stroppa aveva annullato un passivo di due reti, trasformando quella che pareva una giornata tranquilla per il Frosinone in una situazione precaria. La risposta di Massimiliano Alvini è stata l'ingresso di Ilario Monterisi e Daniel Bîrligea al 79', che hanno rilevato Raimondo e Giorgio Cittadini. Il pari era durato appena nove minuti quando Kvernadze l'ha risolto.
Kvernadze, centrocampista del Frosinone, ha segnato all'83' senza un assist accreditato per ristabilire il vantaggio e, di fatto, chiudere la partita. La rete è arrivata con il Venezia ancora proteso in avanti e la disposizione difensiva del Frosinone alterata dalla doppia sostituzione avvenuta quattro minuti prima. Il fatto che il georgiano abbia finalizzato in quel frangente — senza passaggio decisivo, con il risultato appena sul pari — è il dettaglio che ha distinto questa vittoria da un mero pareggio. Il suo gol è stato quello della vittoria, ed è stato siglato nel momento più concitato e decisivo della gara.
La serata del Venezia ha evidenziato il prezzo di un primo tempo indisciplinato. Cinque ammonizioni nell'arco dei novanta minuti, due delle quali giunte tra il 39' e il 40', proprio quando la partita stava già sfuggendo di mano, hanno costretto mister Stroppa a sostituzioni reattive che hanno esaurito le sue opzioni tattiche prima dell'intervallo. La rimonta fino al 2-2 è stata autentica e meritevole di plauso, ma il Venezia aveva dilapidato troppo del suo capitale strutturale nei primi quarantacinque minuti per poterla sostenere. Hanno ora incassato undici reti nelle ultime cinque gare, e le ultime tre non hanno fruttato punti e hanno visto sette reti al passivo.
Lo stato di forma del Frosinone nelle ultime cinque gare — dieci punti, undici reti all'attivo — riflette una squadra in grado di assorbire la pressione senza perdere la propria solidità . Il pareggio esterno contro il Sassuolo in Coppa Italia e la vittoria sulla Fiorentina in Serie A hanno preceduto questo risultato, e le ultime tre uscite in tutte le competizioni hanno fruttato sette punti sui nove disponibili. Il Venezia, al contrario, ha raccolto tre punti nelle ultime cinque e nessuno nelle ultime tre, una rotta che Stroppa dovrà invertire rapidamente.
Tra un mese, questa gara sarà ricordata come il pomeriggio in cui il Venezia è risalito da un doppio svantaggio e ha comunque perso — perché Kvernadze ha segnato all'83' e la profondità della rosa del Frosinone si è dimostrata superiore allo slancio del Venezia.