Il Frosinone ha superato il Como per 2-0 allo Stadio Benito Stirpe, con un risultato deciso da due reti, entrambe confezionate dallo stesso protagonista. Il raddoppio, in particolare, è arrivato nei minuti finali del primo tempo, infrangendo quella che si era dimostrata la striscia d'imbattibilità più solida nell'avvio di Serie A.

La rete del vantaggio è giunta al 14', quando il centrocampista del Frosinone Giacomo Calò ha finalizzato su assist del centrocampista giallazzurro Romano Schmid, regalando ai padroni di casa il vantaggio contro un Como imbattuto da quattro turni di campionato. Una rete, quella, che forse il Como avrebbe potuto gestire; ciò che è seguito, però, si è rivelato ben più indigesto. Al 45+3', nel cuore del recupero della prima frazione, il centrocampista del Frosinone Giorgi Kvernadze ha trovato il raddoppio, ancora una volta su suggerimento di Schmid, fissando il parziale sul 2-0 e trasformando la ripresa in una mera gestione del vantaggio anziché in una contesa equilibrata. Il tempismo della rete è stato a dir poco punitivo: il Como non ha avuto modo di riorganizzarsi prima del duplice fischio.

Sarà Kvernadze il calciatore che legherà il proprio nome a questa partita. Il georgiano, appena due minuti prima, al 45+1', aveva ricevuto un cartellino giallo, per poi immediatamente realizzare la rete che ha messo in ghiaccio il risultato — una sequenza che ha condensato cautela e determinazione nello stesso, ristretto lasso di recupero. L'apporto di Schmid, vero architetto di entrambe le marcature, merita pari menzione: due passaggi decisivi del metronomo giallazzurro in una sola frazione sono il genere di rendimento che modella la narrazione di un incontro, e la sua sostituzione all'88' è giunta solo a lavoro ampiamente compiuto.

La serata del Como è naufragata non per un singolo errore fatale, bensì per l'incapacità di tenere il ritmo imposto dal Frosinone. La formazione di Cesc Fàbregas si presentava forte di tre vittorie su tre in Serie A e di soli tre gol subiti in quel filotto, ma lo Stirpe ha presentato un conto ben diverso. I lariani hanno optato per ben tre sostituzioni nell'intervallo — Moise Kean per Anastasios Douvikas, Samuele Ricci per Lucas Da Cunha, e Jesús Rodríguez per Martin Baturina — a riprova della profonda ricalibrazione tattica necessaria, anche se i numeri non spiegano le ragioni di tali avvicendamenti. La seconda frazione non ha prodotto reti, ma solo un ulteriore cartellino giallo per il Como, ad Assane Diao al 90+5', tardiva nota a margine di un pomeriggio frustrante per i biancoblù.

Il contesto del momento di forma accresce ulteriormente la portata del risultato. Il Como si era presentato a questa sfida forte di quattro vittorie nelle ultime cinque uscite stagionali in tutte le competizioni, una striscia che li aveva proiettati tra le formazioni più in forma e convincenti nell'avvio del campionato. Questo filotto, ora, si traduce in tre vittorie, un pareggio e una sconfitta nello stesso arco temporale. Il Frosinone, al contrario, arrivava da una vittoria e due pareggi (dunque senza sconfitte) nelle ultime tre gare prima del fischio d'inizio; ora vantano due vittorie e un pareggio nello stesso lasso di tempo in Serie A, e ben tre vittorie e due pareggi nelle ultime cinque uscite complessive — una sequenza d'imbattibilità che dipinge una squadra in netta crescita, capace di costruire il proprio slancio anziché limitarsi a sfruttarlo.

Il Frosinone di Massimiliano Alvini ha messo a segno dieci punti nelle ultime quattro gare di Serie A, frutto di tre vittorie e un pareggio. Questo è il genere di rendimento che costringe gli avversari a rivedere la propria preparazione in vista dello scontro diretto.