Fiorentina 1-3 Como: le fragilità viola esposte al Franchi

Nico Paz è arrivato allo Stadio Artemio Franchi e se n'è andato con un gol, un assist e una prestazione che ha messo a nudo ogni cedimento strutturale della Fiorentina di Paolo Vanoli in questo inizio di stagione. Il 1-3 finale è stato sostanzialmente deciso prima dell'intervallo, costruito su una sequenza fatale tra il 32' e il 39' cui gli ospiti non hanno saputo opporre resistenza.

L'apertura delle marcature è arrivata al 32', quando il centrocampista del Como Mattia Liberali ha finalizzato l'assist di Maxence Caqueret. Quattro minuti dopo, il trequartista comasino ha raddoppiato, innescato da Álex Valle — un secondo gol che ha portato il risultato sullo 0-2 e ha di fatto eliminato la Fiorentina da qualsiasi proposizione offensiva. La squadra di Vanoli ha trovato una reazione al 42', quando il difensore Marin Pongračić ha accorciato le distanze per il 1-2, e il Franchi ha avuto motivo di crederci. Quella speranza è durata esattamente due minuti: al 45+4', il VAR ha annullato la rete del centrale, ripristinando il doppio vantaggio del Como e mandando le squadre negli spogliatoi sullo 0-2. La sequenza — gol concesso, poi revocato — ha concentrato il danno psicologico nel momento peggiore possibile.

Anastasios Douvikas, punta del Como, ha chiuso i conti al 56' con il terzo gol, servito da Paz, e da quel momento è stata pura amministrazione. La Fiorentina ha operato quattro cambi tra il 63' e il 69' — Wilfried Gnonto, Valde, Marco Brescianini e Dodô tutti introdotti — ma lo svantaggio era ormai incolmabile.

La figura dominante nella vittoria comasca è stato Nico Paz. Il centrocampista ha messo a segno un gol e un passaggio decisivo, e il suo coinvolgimento sia nel secondo che nel terzo sigillo ha fornito a Cesc Fàbregas una qualità in transizione che il centrocampo viola non poteva eguagliare. Paz è stato ammonito al 39' — un giallo arrivato quasi immediatamente dopo la sua marcatura — ed è uscito al 61', ma la sua impronta sul risultato era già indelebile. La combinazione tra Liberali, il trequartista argentino e Caqueret nel terzo di campo ha dato ai lariani una densità creativa che appariva diversi livelli superiore a quella che i padroni di casa potevano produrre.

La serata della Fiorentina è stata caratterizzata da due problemi che si sono aggravati reciprocamente: una linea difensiva che ha subito due reti in sette minuti contro una squadra che giocava con autentico ritmo, e l'annullamento Var della rete di Pongračić che ha loro negato qualsiasi appigli psicologico all'intervallo. I tempi di quella revoca — al quarto minuto del recupero del primo tempo — hanno tolto quella che avrebbe potuto essere una base per il rientro nella ripresa. La squadra di Vanoli ha chiuso con due cartellini gialli e cinque sostituzioni, quest'ultima circostanza suggerendo un certo grado di desperazione tattica nella seconda metà che il risultato finale ha poi confermato essere del tutto giustificata.

Il quadro della forma di entrambi i club racconta una storia limpida. La Fiorentina è arrivata a questo incontro avendo conquistato una sola vittoria negli ultimi tre match di Serie A, e questa sconfitta li lascia a secco negli ultimi tre incontri in tutte le competizioni — un solo punto su nove disponibili. Il Como, al contrario, aveva vinto tre degli ultimi cinque prima del fischio d'inizio, e questo risultato si inscrive nel tracciato di una squadra costantemente competitiva sin dalle prime settimane della campagna.

Il Como di Fàbregas sa come vincere lontano dalle mura amiche, e al Franchi domenica l'ha fatto con un'economia clinica che la Fiorentina, ancora alla ricerca di coerenza difensiva, non poteva minimamente eguagliare.