Fiorentina e Atalanta si sono divise la posta in palio al Franchi, pareggiando 1-1 dopo che l'autorete di Pietro Comuzzo, a otto minuti dalla fine, ha vanificato un vantaggio casalingo ben gestito. Un vantaggio che, data la traiettoria di forma recente di entrambe le squadre, la Fiorentina avrebbe avuto il sacrosanto diritto di proteggere.

Il centravanti della Fiorentina, Roberto Piccoli, ha sbloccato il risultato per i padroni di casa al 39° minuto, finalizzando un assist di Marco Brescianini e portando in vantaggio la formazione di Paolo Vanoli all'intervallo. La rete è giunta in un momento di crescente slancio per la Fiorentina: gli ultimi tre risultati dei gigliati, includendo questa gara, registrano una vittoria, due pareggi e un solo gol subito, un netto miglioramento rispetto al più ampio periodo delle cinque partite precedenti, in cui ne avevano incassati cinque. La marcatura di Piccoli non è stata frutto del caso; rifletteva una squadra che aveva consolidato la propria fase difensiva e stava iniziando a convertire la pressione di un calendario impegnativo in punti preziosi.

L'Atalanta di Raffaele Palladino ha risposto nell'intervallo con un aggiustamento tattico. Davide Zappacosta è subentrato a Raoul Bellanova al 46° minuto, una sostituzione effettuata prima ancora che il secondo tempo prendesse il via, a significare che il tecnico orobico aveva già visto abbastanza. Gli ospiti hanno poi raccolto due ammonizioni in rapida successione, Kamaldeen Sulemana al 47° minuto e Honest Ahanor al 60°, aggiungendo pressione disciplinare a una formazione che era già all'inseguimento del risultato. Charles De Ketelaere ha preso il posto di Lazar Samardžić al 62° minuto, mentre Palladino continuava a rimodellare le sue pedine offensive.

Il pareggio, quando è arrivato, non è stato frutto della qualità offensiva dell'Atalanta, ma interamente di sfortuna. All'82° minuto, il difensore viola Comuzzo ha insaccato il pallone nella propria porta, rete assegnata all'Atalanta senza alcun assist. È stato il tipo di momento che vanifica quaranta minuti di difesa disciplinata con un solo tocco, ed è arrivato subito dopo che la Fiorentina aveva effettuato due sostituzioni a vocazione offensiva: Manor Solomon e Luís Balbo erano subentrati al 76° minuto, suggerendo che il tecnico gigliato stesse cercando di ampliare il vantaggio anziché limitarsi a conservarlo. La tempistica ha reso l'autorete ancora più amara.

Piccoli si pone come il fulcro naturale dell'analisi. La rete del vantaggio dell'attaccante era stata la marcatura che aveva consegnato alla Fiorentina un vantaggio mantenuto fino agli ultimi dieci minuti, e che è arrivata con Brescianini – rilevato al 67° minuto – a fornire il raccordo creativo. Il contributo del centravanti è stato l'unico sprazzo di vera qualità offensiva in una partita altrimenti definita dal caos generato dalle palle inattive e dai continui rimescolamenti tattici dettati dalle sostituzioni.

Per l'Atalanta, il pareggio è un risultato che lusinga per la modalità con cui è arrivato, senza però mascherare un periodo di difficoltà. Nelle loro ultime cinque partite, la Dea ha conquistato cinque punti sui quindici disponibili, a fronte di una vittoria, due pareggi e due sconfitte, con sette reti al passivo. L'autorete ha regalato loro un punto da una partita in cui i loro elementi offensivi — Sulemana, Samardžić, Raspadori — non erano riusciti ad aprire varchi nella retroguardia della Fiorentina, che era rimasta risoluta per la maggior parte dei novanta minuti. Sulemana è stato rilevato all'81° minuto, con Dominic Vavassori al suo posto, dopo aver ricevuto un'ammonizione all'inizio del secondo tempo senza aver saputo fornire il contributo decisivo di cui il tecnico atalantino avrebbe avuto bisogno.

Il quadro della forma della Fiorentina è quello di un progressivo consolidamento. Una vittoria, due pareggi e un solo gol subito nelle ultime tre partite evidenzia una squadra che ha trovato una maggiore solidità difensiva dopo il pesante rovescio per 4-0 subito a Roma all'inizio di maggio. Il pareggio contro l'Atalanta prosegue questo percorso di stabilizzazione, anche se il modo in cui è maturato il pareggio lascerà l'amaro in bocca. Nelle loro ultime cinque partite, la formazione di Vanoli ha collezionato sei punti – un bottino modesto in termini assoluti, ma conquistato contro un calendario che includeva una trasferta ostica contro la Juventus, che sono riusciti a battere, e un'altra contro la Roma, dove sono stati smantellati senza appello.

Un'autorete di un difensore della Fiorentina che consegna all'Atalanta un punto non guadagnato su azione è il dato che rimarrà a definire questa partita: i gigliati hanno fatto abbastanza per conquistare la vittoria, e il risultato finale non rispecchia ciò.