Il Frosinone si è presentato allo Stadio Artemio Franchi da ospite e ne è uscito da protagonista assoluto del primo weekend di Serie A, sconfiggendo la Fiorentina per 0-3 al termine di una prestazione aggressiva fin dal fischio d'inizio e poi sigillata dalla doppietta di Antonio Raimondo.

La svolta della gara si è concretizzata in un lasso di dodici minuti, tra il 26° e il 38°. L'attaccante del Frosinone Antonio Raimondo aveva già ricevuto un cartellino giallo all'8° minuto – e un altro calciatore ciociaro era stato ammonito al 24°, lo stesso minuto in cui era stato sanzionato Álex Jiménez, giocatore della Fiorentina – quando i leoni hanno sbloccato il risultato due minuti dopo. Raimondo ha trovato la rete su assist dell'esterno Giorgi Kvernadze, portando in vantaggio la formazione di Massimiliano Alvini. La Fiorentina, guidata da Fabio Grosso, non è riuscita a reagire prima del riposo: un secondo gol del Frosinone è arrivato al 38°, questa volta con un passaggio decisivo di Calò, il cui autore non è stato registrato nel tabellino ufficiale. Gli ospiti sono andati all'intervallo con un doppio vantaggio.

La ripresa ha offerto alla Fiorentina la chance di provare a raddrizzare la gara, e Grosso ha agito con prontezza: Viery e il centrocampista Nicolò Fagioli sono entrambi subentrati al 61°, rilevando rispettivamente Marin Pongračić e Cher Ndour. La doppia sostituzione ha modificato l'assetto tattico ma non il punteggio. Al 68°, Raimondo ha colpito nuovamente, questa volta senza un assist registrato, portando il risultato sul 3-0 e spegnendo ogni velleità di rimonta dei viola. L'allenatore della Fiorentina ha poi inserito Marco Brescianini e Rolando Mandragora al 71°, richiamando Christ Inao Oulaï e l'attaccante Albert Guðmundsson – quest'ultimo già ammonito al 49°. Le cinque sostituzioni operate dalla Fiorentina nel corso del secondo tempo hanno fruttato quattro cartellini gialli e zero reti nei novanta minuti.

Raimondo è stato l'uomo partita. Il giovane centravanti ciociaro ha sbloccato il punteggio grazie all'assist di Kvernadze al 26°, per poi tornare a segno al 68° e mettere al sicuro il risultato quando la partita era ancora, teoricamente, aperta. La sua uscita dal campo all'89° – sostituito da Daniel Bîrligea, calciatore del Frosinone – è avvenuta a missione ampiamente compiuta. Ciò che ha impreziosito il contributo dell'attaccante è stato non solo il numero di reti ma anche il tempismo: il primo gol è arrivato quando la Fiorentina era ancora in cerca di assetto, e il terzo è giunto proprio mentre i padroni di casa avevano impegnato le proprie risorse per spingere in avanti.

La serata della Fiorentina è stata condizionata dall'incapacità di rendersi pericolosa. Quattro cartellini gialli, cinque sostituzioni e un undici iniziale che schierava Guðmundsson e l'attaccante Franco Mastantuono non hanno prodotto nulla di concreto in zona gol. L'ammonizione rimediata da Guðmundsson al 49° – all'inizio del secondo tempo, proprio quando i gigliati avevano bisogno di compostezza – ha riflesso una frustrazione generale che non si è mai tradotta in vera pressione offensiva. Anche la retroguardia della squadra ha offerto scarsa resistenza: subire due reti prima dell'intervallo contro un Frosinone che, a sua volta, aveva ceduto il passo alla Juventus nella prima giornata di Serie A il weekend precedente, suggerisce che l'organizzazione difensiva della formazione di Grosso è ancora un cantiere aperto.

La rotta del Frosinone, invece, punta nella direzione opposta: sei punti nelle ultime tre uscite, sette gol all'attivo e solo due al passivo, con l'unica battuta d'arresto arrivata contro la Juventus. È proprio questo trend di forma, e non solo il risultato in sé, a conferire significato a questa vittoria. Il Frosinone è arrivato al Franchi avendo già dimostrato di poter competere; ne è uscito dimostrando di saper smantellare l'avversario.

Tra un mese, questa partita sarà ricordata come il pomeriggio in cui Antonio Raimondo si è presentato al grande pubblico contro una Fiorentina che non ha saputo trovare contromisure per arginarlo, né, tantomeno, una rete da offrire in risposta.