Francesco Esposito, attaccante dell'Inter di 21 anni, è stato limitato a soli otto minuti nel Derby della Madonnina del 31 ottobre a causa di una malattia. Ha visto la sua squadra cadere 3-1 contro il Milan, poi è tornato a dare il suo contributo mentre i nerazzurri rispondevano in Champions League: una sequenza che racchiude insieme la fragilità e la resilienza del gruppo di Chivu in un ottobre compresso.
La sconfitta nel derby brucia per quello che è costata e per quello che ha rivelato. L'Inter era arrivata alla sfida al secondo posto in classifica con 25 punti in nove partite di Serie A, avendo subito appena dieci reti in quel tratto. Contro il Milan ne ha incassate tre in 43 minuti. L'allenatore dell'Inter Cristian Chivu è stato schietto al termine: Esposito non stava abbastanza bene per giocare e Aron Bonny aveva passato la notte prima della gara a vomitare. La lettura di Chivu, secondo cui la squadra è stata costretta a improvvisare, non cancella il risultato, ma contestualizza una prestazione che non somigliava per nulla alla squadra che aveva costruito un ruolino di marcia così solido in avvio di stagione.
La quasi assenza di Esposito ha pesato. I suoi numeri stagionali sono modesti in apparenza: due gol in dieci presenze in Serie A e un voto medio di 6,73. Ma appartengono a un ragazzo di 21 anni ancora in crescita, non a uno che ha già raggiunto il suo limite. Il suo valore complessivo AI di 71 su 100, con un potenziale di 78, indica un giocatore il cui meglio deve ancora venire. La domanda era sempre se potesse incidere quando i calendari si fossero fatti più duri; il derby, con soli otto minuti in campo, ha dato poche risposte.
Quanto è successo a Rotterdam è stato più istruttivo. L'Inter ha battuto 3-0 il Feyenoord in Champions League, con Esposito tra i marcatori insieme a Yann Bisseck e Piotr Zieliński. Era la prestazione di cui la squadra di Chivu aveva bisogno dopo il derby, e il nome di Esposito sul tabellino, in una gara europea e non in Serie A, è il tipo di contributo che mantiene un giovane attaccante nei piani dell'allenatore in una fase difficile.
Il quadro generale per l'Inter resta il secondo posto in Serie A con 25 punti e una sola sconfitta in dieci partite. Il ko con il Milan non ha aggiunto nulla al bottino, ma non ha cambiato in modo sostanziale la posizione in classifica. Il compito di Chivu ora è ritrovare la solidità difensiva, con 13 gol subiti in dieci gare di campionato, tre dei quali in un solo pomeriggio, gestendo al tempo stesso una rosa che, come ha mostrato il derby, ha un margine limitato di fronte a infortuni o malanni nel reparto offensivo.
La prossima prova di Esposito in Serie A dirà più del cameo nel derby o del gol europeo. In salute, a disposizione e con qualcosa da dimostrare, arriva a quella sfida da giocatore il cui limite è ancora oggetto di trattativa.