L'attaccante diciannovenne del Genoa, Jeff Ekhator Osayuki, passa alla Juventus con un trasferimento formalizzato l'1 luglio. I Bianconeri sborsano una cifra più il centrocampista della Next Gen Puczka al Grifone come contropartita nell'affare.
L'operazione chiude un capitolo che si protraeva da mesi. Ekhator ha trascorso la stagione di Serie A 2025-26 collezionando 30 presenze con il Genoa sotto la guida del tecnico Daniele De Rossi, mettendo a segno tre reti e ottenendo una valutazione media di 6.60 — cifre rispettabili per un adolescente inserito in una squadra che ha concluso al 15° posto con 41 punti, incassando 50 reti in 37 gare di campionato. La fragilità strutturale del club non era un problema che spettava a lui risolvere in solitaria, ma la sua presenza costante nell'undici di De Rossi ha confermato la sua prontezza per palcoscenici di maggior prestigio.
Anche il Napoli aveva manifestato interesse, un dato che la dice lunga sull'interpretazione del mercato circa il potenziale del ragazzo. Il suo punteggio AI complessivo si attesta a 63 su 100, con un potenziale proiettato di 78 — un tipo di divario che spinge un club come la Juventus ad agire subito, piuttosto che attendere che il prezzo lieviti. Nato nel novembre 2006, ha già collezionato presenze internazionali a livello Under 21 con la maglia dell'Italia, una credenziale precoce che accentua la logica competitiva che sta alla base del trasferimento.
Per il Genoa, l'aritmetica è chiara: monetizzare un proprio asset prima che il suo valore raggiunga l'apice, assorbire Puczka come elemento da valorizzare e rifondare il proprio organico attorno agli acquisti già in arrivo — il club ha peraltro confermato l'acquisizione di Meichtry dal Thun lo stesso giorno dell'annuncio dell'operazione Ekhator. L'organico del tecnico De Rossi apparirà considerevolmente diverso la prossima stagione.
Per Ekhator, il trasferimento a Torino rappresenta il banco di prova verso cui il suo talento stava mirando. Tre reti in 30 gare per una squadra che lottava per non retrocedere sono una base di partenza, non un limite massimo, e a 19 anni approda alla Juventus con ampi margini di crescita per trasformarsi in ciò di cui i Bianconeri avranno bisogno.