La rete di Nesta Elphege, subentrato dalla panchina, ha sigillato il successo per 1-0 del Parma contro il Pisa alla 34ª giornata. Un risultato che ha proiettato la squadra di Oscar Hiljemark a un passo dalla Serie B, lasciando il reparto offensivo nerazzurro – e in particolare l'attaccante del Pisa R. Durosinmi, 23 anni – di fronte all'incubo di una retrocessione in cadetteria.

La sconfitta contro il Parma, peraltro, non rappresenta un crollo isolato. Appena sette giorni prima, il Pisa aveva già incassato una rimonta casalinga contro il Genoa, cedendo 1-2 alla Cetilar Arena dopo che il vantaggio firmato Canestrelli era stato ribaltato dalle reti di Jeff Ekhator e Lorenzo Colombo. Due gare, zero punti in cascina, per una formazione capace di vincere appena due volte in 34 presenze stagionali in massima serie. Con appena 18 punti, frutto di 2 vittorie, 12 pareggi e 20 sconfitte, il Pisa staziona desolatamente sul fondo della classifica. I 61 gol subiti sono un dato eloquente che chiarisce il quadro: si tratta di una squadra strutturalmente incapace di gestire e mantenere i risultati.

I numeri individuali di Durosinmi non fanno eccezione, inserendosi appieno in questo fallimento collettivo. Undici apparizioni, una sola rete, un assist e una valutazione media di 6.40: cifre che non sono né condannanti né particolarmente incoraggianti per un attaccante militante in un club capace di siglare appena 24 marcature in tutta la stagione. Quando una squadra realizza in media meno di un gol a partita, gli attaccanti si trovano a operare in uno stato di quasi-permanente scarsità di rifornimenti. Le occasioni da rete sono merce rara, e il margine di errore si azzera.

Il suo AI Overall rating di 60 su un possibile 100 suggerisce che gli "strumenti del mestiere" sono presenti, con un potenziale massimo di 72. Il divario tra la produzione attuale e il potenziale massimo non è insolito per un 23enne, ma la piena espressione e lo sviluppo di un talento richiedono un ambiente stabile, e il Pisa ha fornito l'esatto opposto. La compagine di Hiljemark ha ottenuto ben 12 pareggi – più di ogni altro esito nel loro bilancio stagionale – a testimonianza di una squadra capace di competere per lunghi tratti ma incapace di convertire la pressione e il buon gioco in vittorie. Per un attaccante, i pareggi rappresentano l'esito più corrosivo: segnale di un sufficiente impegno difensivo per rimanere in partita, ma di una palese carenza di convinzione offensiva per portarla a casa.

La questione che il giovane Durosinmi si trova ad affrontare è di natura strutturale, più che personale. Il calcio cadetto nella prossima stagione significherebbe un altro ritmo, avversari differenti e una situazione tecnica che difficilmente potrà sopravvivere alla retrocessione. Hiljemark, il cui Pisa ha incassato 61 reti in 34 gare, si trova di fronte a un'uscita quasi certa dalla massima serie. Se il nigeriano seguirà il club in Serie B o attirerà l'interesse di una squadra di Serie A di metà classifica prima della chiusura del mercato, questo definirà il prossimo capitolo di una carriera che ha ancora ampi margini di crescita – ma che non può permettersi un'altra stagione di irrilevanza.