Il terzino destro dell'Inter Denzel Dumfries si presenta a luglio come uno dei pochi punti fermi in una rosa nerazzurra in piena fase di ricostruzione attorno a lui. La campagna acquisti estiva del club sta generando più grattacapi che certezze, e la questione della profondità difensiva si fa sempre più pressante.
La questione è di natura strutturale. L'Inter di Chivu ha terminato la stagione di Serie A al primo posto con 86 punti, un campionato trionfale fondato su una retroguardia che ha incassato appena 32 reti in 37 gare. Blindare quella solidità difensiva in questa finestra di mercato è la priorità assoluta per il club, e dall'ufficio mercato non giungono notizie confortanti.
Il direttore Piero Ausilio ha ammesso pubblicamente il rifiuto di Marco Palestra, che ha preferito accasarsi al Chelsea. Il dirigente nerazzurro ha espresso rammarico anche per Sandro Tonali, sostenendo che il club avrebbe potuto fare maggiori sforzi per garantirselo. Si tratta di due insuccessi di mercato distinti nella medesima sessione, che hanno spinto la dirigenza nerazzurra a virare su Trevoh Chalobah del Chelsea e Curtis Jones del Liverpool come piste alternative. Nessuna delle due operazioni si preannuncia semplice: i Blues chiederebbero 40 milioni di euro per il difensore, una cifra che evidenzia le difficoltà di un mercato che l'Inter si trova ad affrontare.
Per Dumfries, la turbolenza che lo circonda è un mero contesto, non una minaccia. A 30 anni, il laterale olandese ha collezionato 20 gettoni in Serie A in questa stagione, contribuendo con tre reti e un passaggio decisivo e una media voto di 6.60. Queste cifre sono solide ma non eccezionali: il profilo di un'opzione affidabile di primissima scelta, più che quello di un calciatore in grado di ridefinire il ruolo. Il suo punteggio AI complessivo di 65 su 100 suggerisce un profilo che opera vicino al massimo potenziale, il che rende la questione della copertura alle sue spalle ancora più cruciale.
Se Chalobah dovesse arrivare, porterebbe copertura difensiva centrale, ma non competizione per la posizione di terzino destro. Jones è un puro centrocampista. Nessuno dei due innesti affronta direttamente la questione della corsia destra, il che significa che il ruolo dell'esterno nerazzurro come prima scelta in quella zona del campo difficilmente subirà mutamenti, a prescindere dall'esito della finestra di mercato. Questa continuità, pur avendo valore per il sistema del tecnico nerazzurro, implica anche una concentrazione di rischio per la rosa in quel settore del campo.
La sincerità di Ausilio, riguardo agli obiettivi sfumati – il giovane difensore Palestra, il centrocampista Tonali – è insolita e merita attenzione. Ciò suggerisce una strategia di mercato più reattiva che proattiva, più inseguita che impostata. Per un club che ha trionfato in campionato incassando un numero così esiguo di reti, lo stallo sul fronte dei rinforzi difensivi è l'unica area in cui le frustrazioni estive potrebbero tradursi in conseguenze competitive la prossima stagione. Dumfries, stabile e ben integrato, non è il problema. È il punto di riferimento attorno al quale l'Inter deve ancora completare la sua opera di costruzione.