L'attaccante del Bologna Artem Dovbyk non è riuscito a registrare un singolo tiro in porta mentre la sua nuova squadra è caduta 1-0 contro il Brighton in un'amichevole pre-stagionale il 16 agosto, un risultato che farà poco per placare i dubbi sulla capacità dell'ucraino di partire subito forte in Serie A.
Il risultato conta perché Dovbyk arriva al Bologna portando il peso delle aspettative che derivano da un trasferimento di alto profilo dalla Roma, e la squadra di Vincenzo Italiano ha bisogno di un punto di riferimento affidabile in attacco. Il club ha terminato all'ottavo posto in Serie A la scorsa stagione con 49 gol in 38 partite — un rendimento che riflette una squadra capace di competere nella parte alta della classifica ma non ancora di minacciare le posizioni europee. Un attaccante che non riesce a trovare la rete, o nemmeno a mettere alla prova un portiere, in pre-stagione è una preoccupazione che merita di essere monitorata.
Il gol di Hinshelwood al 58° minuto ha deciso l'amichevole a favore del Brighton, e Dovbyk — secondo il rapporto della partita — non ha mai costretto il portiere avversario a una parata. Per un centravanti la cui intera proposta di valore si basa sulla sua presenza dentro e intorno all'area, quel tipo di anonimato è il peggior tipo di titolo pre-stagionale.
I suoi dati verificati della stagione 2024-25 offrono un contesto. In 14 presenze in Serie A, Dovbyk ha contribuito con tre gol e un assist, portando un voto medio partita di 6.50 e un punteggio AI complessivo di 73 su 100. Il potenziale è chiaramente presente; la costanza non ancora. Un voto di 6.50 è il segno di un giocatore che partecipa senza dominare — presente ma non decisivo.
La rosa intorno a lui è anche in evoluzione. La partenza di Lucumí verso la Juventus rimuove un organizzatore difensivo chiave, e l'arrivo di Roberto Piccoli dalla Fiorentina aggiunge competizione in attacco piuttosto che supporto complementare. Italiano dovrà costruire coesione rapidamente, e Dovbyk dovrà imporsi prima che il calendario competitivo inizi sul serio.
Una singola amichevole deludente non prova nulla. Ma per un attaccante di 29 anni che deve ancora convincere appieno nel calcio italiano, il margine per prestazioni silenziose si sta restringendo.