Tassos Douvikas, attaccante greco del Como, è stato atterrato dal difensore dell'Inter Francesco Acerbi nella semifinale di Coppa Italia di mercoledì, con il centrale nerazzurro che secondo le indiscrezioni avrebbe anche strappato la maglia al numero 9 lariano — un episodio che l'arbitro Sozza ha ritenuto non richiedesse alcun intervento. Il fallo, stando a quanto riferito da Tuttosport, è avvenuto pochi istanti prima che Baturina portasse i Nerazzurri in vantaggio, rendendo la mancata punizione consequenziale piuttosto che casuale.
Il tempismo è il nodo cruciale della questione. Un contrasto commesso in un'area neutrale del campo è una cosa; un intervento falloso che precede immediatamente un gol che decide una semifinale è tutt'altra. La scelta di Sozza di non intervenire ha disegnato l'andamento del gioco che ne è seguito, e il Como ne ha pagato le conseguenze.
Per Douvikas, l'episodio si inserisce in un pattern più ampio: quello di un attaccante che attira il contatto proprio perché incarna una minaccia concreta. In 33 presenze in Serie A questa stagione, il 26enne ha messo a referto 11 gol e un assist, mantenendo una valutazione media di 6.80 agli ordini di Cesc Fàbregas. Numeri che lo confermano come contributore affidabile di una squadra Como insediata al quinto posto con 58 punti, costruiti su 57 reti segnate e appena 28 subite. I difensori non atterrano attaccanti che ritengono inoffensivi.
L'episodio Acerbi non comparirà in alcun referto ufficiale della gara, ma resterà. La corsa in coppa dei lariani è terminata — i Nerazzurri hanno staccato il biglietto — eppure le modalità dell'eliminazione, inclusa una decisione arbitrale che Tuttosport ha ritenuto meritevole di apertura, aggiungono uno strato di risentimento a una campagna altrimenti credibile.
La squadra di Fàbregas torna in campionato con il quinto posto ancora da difendere e Douvikas ancora da schierare. La maglia che Acerbi ha strappato non sarà l'ultima che si guadagna.