L'attaccante greco del Como Anastasios Douvikas ha messo a segno cinque reti in otto presenze di Serie A in questa stagione, e il club sta ora accelerando per blindare il suo futuro oltre il 2031 — una mossa che testimonia le ambizioni lariane più di qualsiasi risultato sul rettangolo verde.
La tempistica non è casuale. Agendo ora, il Como intende stroncare sul nascere un'asta di mercato che preferirebbe evitare a gennaio o nella prossima estate. Il rinnovo contrattuale non è una pratica amministrativa di routine; è il segnale più eloquente finora che Douvikas rappresenta il cardine del progetto in costruzione sotto la guida di Fà bregas.
Quello che Fà bregas sta edificando appare sempre più strutturato. Il Como occupa la quinta posizione in Serie A con 17 punti in otto giornate — cinque vittorie, due pareggi, una sconfitta — subendo solo sette gol e marcandone quattordici. I cinque gol in campionato di Douvikas rappresentano oltre un terzo di quella produzione offensiva. Il suo rating medio di 7.10 sulle otto presenze rispecchia un contributo costante piuttosto che episodico, mentre il suo AI complessivo di 75 su 100, con potenziale di 78, disegna un giocatore ancora in crescita a 27 anni.
L'evidenza più recente arriva dalla sfida casalinga contro il Sassuolo, dove Douvikas ha siglato una doppietta nella ripresa per chiudere una partita dominata dai lariani senza l'infortunato Nico Paz. Prima ancora, l'aveva fatto anche in Champions League quando il Como ha travolto il Manchester United con quattro gol. Due competizioni, livelli differenti di avversaria, identico risultato.
Fà bregas ha avvertito il suo spogliatoio sulla necessità di mantenere la concentrazione per i novanta minuti pieni contro un Torino in grande forma, con Kean e Liberali entrambi indisponibili. Quel contesto è decisivo: la solidità della rosa comasca viene messa alla prova, e l'affidabilità dello scandalo greco — sia come realizzatore che come patrimonio contrattuale — assume valore massimo proprio quando la squadra è sotto pressione.
L'attaccante greco non è più una promessa di mercato. È l'asse centrale attorno al quale gravitano i destini della stagione del Como.