Federico Dimarco, l'esterno a tutta fascia dell'Inter, ha concluso la stagione di Serie A 2025-26 da campione. Era parte di una squadra nerazzurra che ha completato il Double nazionale sotto la guida dell'allenatore Cristian Chivu, assicurandosi lo Scudetto con 86 punti in 37 partite e la Coppa Italia. Il titolo è stato suggellato da un pareggio per 1-1 contro il Verona, in un'atmosfera di festa. I festeggiamenti che ne sono seguiti — una parata in pullman scoperto, una cena privata — hanno poi segnato la chiusura di un'annata in cui Dimarco si è imposto come uno degli esterni più prolifici del campionato.
I numeri parlano chiaro. In 33 presenze in Serie A, il numero 32 nerazzurro ha messo a segno 6 gol e fornito 16 assist, un bottino combinato di 22 tra gol e passaggi decisivi che lo posiziona tra i contributori offensivi più influenti della rosa. La sua media voto di 7.40 riflette una costanza di rendimento esemplare, più che una brillantezza occasionale — un giocatore che si è distinto nei dati statistici settimana dopo settimana, ben oltre i soli highlights. Per una squadra che ha segnato 86 gol e ne ha subiti appena 32, la fascia sinistra da lui presidiata non era un lusso, bensì un tassello fondamentale.
Ciò che rende questo rendimento ancor più significativo è il contesto in cui è maturato. L'Inter di Chivu ha chiuso al primo posto con una differenza reti eloquente, a testimonianza di una squadra costruita sia sul volume di gioco che sull'efficienza. I 16 passaggi decisivi del laterale italiano — un dato che presuppone inventiva, tempismo e l'intelligenza spaziale per trovare i compagni in posizioni utili alla finalizzazione — non sono stati il frutto di un giocatore che si è affacciato occasionalmente nell'ultimo terzo di campo. Sono stati il prodotto di un ruolo che gli ha richiesto di agire sia come pilastro difensivo che come autentico motore offensivo per l'intera durata di 37 giornate.
Il presidente dell'Inter Beppe Marotta, in dichiarazioni rilasciate dopo la conferma del titolo, ha elogiato Chivu e il gruppo squadra per quanto costruito. Il carattere collettivo dei nerazzurri era visibile nei festeggiamenti, sebbene i singoli contributi di questa stagione richiederanno più tempo per essere pienamente valutati. Per Dimarco, 28 anni e ormai al culmine della sua maturità fisica e tattica, questa stagione rappresenta la prova più lampante che il suo valore per il club si estende ben oltre la corsia mancina che pattuglia.
Il Double è in cassaforte. La domanda che lo staff tecnico di Chivu si porterà dietro in estate è come proteggere e costruire attorno a un giocatore la cui produzione, a questo livello di costanza, non è affatto semplice da replicare.