Il centrocampista dell'Inter Federico Dimarco è stato tra i protagonisti della rimonta nerazzurra, che ha permesso di superare l'Udinese per 5-3 in casa il 15 settembre, allungando a quattro successi su altrettante gare l'avvio perfetto dell'Inter in Serie A 2026-27. Una vittoria che, a ben guardare, svela tanto le fragilità quanto la resilienza della formazione.

Per Dimarco, il risultato assume una valenza particolare. Il suo bilancio personale è di un assist e una media voto di 7.20 in quattro apparizioni in campionato – dati che testimoniano un contributo costante, seppur non scintillante. La sua valutazione media ha subito un lieve calo rispetto a quanto registrato in precedenza, un dettaglio da notare senza eccessivi allarmismi: una gara folle da otto reti, infatti, tende a distorcere le metriche individuali in entrambe le direzioni, e un mediano di 28 anni, schierato in un sistema che incassa tre gol in casa, non è immune a queste fluttuazioni.

Il significato più ampio del risultato contro l'Udinese, per il numero 32 nerazzurro, è di natura strutturale. L'allenatore dell'Inter Cristian Chivu ha riconosciuto dopo la partita che gare rocambolesche come questa – piene di capovolgimenti di fronte, con il doppio vantaggio concesso – fanno parte del necessario percorso di una stagione ambiziosa, pur ribadendo che la perfezione non esiste. Questo approccio è fondamentale per un elemento come Dimarco, il cui peso specifico nell'impianto di Chivu si fonda sulla disciplina tattica e sul lavoro di cucitura, piuttosto che su guizzi individuali. Quando l'Inter incassa tre reti, è evidente che l'architettura difensiva, a cui anche Dimarco contribuisce, ha mostrato delle crepe. Si tratta di un problema che lo staff tecnico dovrà necessariamente affrontare, a prescindere dal risultato acquisito.

I nerazzurri si trovano al secondo posto in Serie A con 12 punti, frutto di 13 reti segnate e sei subite in queste prime quattro giornate. La vena offensiva è notevole; i dati difensivi, meno rassicuranti. Una squadra che ha già concesso sei reti in quattro gare – di cui tre in una singola sfida casalinga – rivela una vulnerabilità strutturale che un risultato positivo, da solo, non può cancellare.

Il punteggio AI complessivo di Dimarco, pari a 76 su 100, fotografa un giocatore che offre un apporto affidabile senza però dominare le singole partite. Un profilo che si sposa piuttosto bene con le ambizioni dell'Inter, in una settimana qualunque. In una settimana in cui i nerazzurri hanno anche incassato una battuta d'arresto in Champions League – il centrocampista Nicolo Barella ha parlato pubblicamente di individuare aspetti positivi dopo quel ko – il percorso immacolato in campionato rappresenta un'autentica boccata d'ossigeno, per quanto le modalità di questa ultima vittoria ne complichino la lettura.

Quattro vittorie, nessun pareggio, nessuna sconfitta. Un ruolino di marcia impeccabile sulla carta. Le prestazioni, però, meno. Dimarco e l'Inter si apprestano alla prossima fase della stagione con l'imperativo di riuscire ad allineare i risultati alle prestazioni.