Il capitano del Napoli Giovanni Di Lorenzo ha disputato tutte e tre le partite di Serie A della squadra di Massimiliano Allegri in questa stagione, fornendo un assist in queste presenze. Eppure, il laterale destro trentatreenne si ritrova a guidare un club in chiara difficoltà dopo che il rovescio per 3-2 contro l'Inter ha lasciato il Napoli al 13° posto con soli tre punti in tre giornate.

La disfatta è il dato più scottante. I partenopei si erano portati sul 2-0 prima che l'Inter ribaltasse completamente il risultato, aggiudicandosi la posta in palio. Un collasso che lo stesso Allegri ha ammesso pubblicamente, chiosando che il Napoli "deve migliorare". Per un capitano che, solo pochi giorni prima, aveva apposto la firma su un prolungamento contrattuale fino al 2030 — un impegno che avrebbe dovuto essere un segnale di stabilità e ambizione — la tempistica di questo esito è quanto mai inopportuna. Il futuro a lungo raggio del laterale è delineato; la rotta a breve termine del club, invece, appare incerta.

I suoi dati individuali si assestano su un range accettabile, pur senza picchi di eccellenza. Una valutazione media di 6.68 in tre apparizioni e un punteggio AI complessivo di 76 su 100 descrivono un calciatore che si muove su un livello funzionale, non certo determinante. A 33 anni, al capitano non si chiede più di ridefinire le sorti di una gara dalla corsia destra; il suo valore risiede nell'organizzazione e nella posizione, quel tipo di leadership che tiene salda una struttura difensiva quando la pressione avversaria si fa sentire. A San Siro, però, la struttura difensiva non ha retto l'urto.

La differenza reti dei partenopei è in equilibrio — cinque reti all'attivo, cinque al passivo — il che dipinge il quadro di una squadra capace di costruire ma non di proteggere. La formazione di Allegri ha ottenuto una vittoria, subìto due sconfitte e non ha ancora registrato alcun pareggio. L'assenza di segni "X" è degna di nota: questa è una squadra che naviga tra successi e insuccessi piuttosto che macinare punti, una tendenza che a lungo andare penalizza le compagini.

Il compito di Giovanni Di Lorenzo nelle prossime settimane sarà quello di incarnare la costanza che la classifica, ad oggi, non concede. Il prolungamento contrattuale di un leader significa poco se il club non riesce a stabilizzare la propria posizione in campionato. Le prossime sfide verificheranno se il tecnico livornese riuscirà a convertire l'impegno individuale — incluso quello del difensore — in resilienza collettiva.