Il terzino destro del Napoli Giovanni Di Lorenzo si sta caricando sulle spalle il peso di un club in evidente difficoltà. Con due estremi difensori — Alex Meret e Alisson Santos — entrambi confermati infortunati dopo la caduta in Champions League contro l'Arsenal, la rosa di Massimiliano Allegri deve far fronte a una crisi che si estende ben oltre il solo reparto difensivo. Di Lorenzo, 33 anni, resta una delle poche certezze in una squadra che veleggia al 12° posto in Serie A con soli tre punti in tre gare.

Il significato di questa posizione in classifica non è meramente statistico. I partenopei hanno ottenuto una sola vittoria, subito due sconfitte e incassato tanti gol quanti ne hanno segnati in questo avvio di stagione. Per un club con ambizioni europee, il margine di errore è già esiguo. Il ruolo del capitano nell'equilibrare qualsiasi assetto difensivo che Allegri possa mettere in campo non è mai stato così importante.

I numeri collezionati dal laterale destro nelle prime tre uscite di Serie A descrivono un calciatore che si dedica al lavoro oscuro: un assist, nessun gol e una media voto di 6.68. Un dato funzionale più che dominante, in linea con una squadra che non ha ancora trovato la propria quadra. Un punteggio AI complessivo di 76 su 100 suggerisce che il potenziale c'è; la vera sfida è se il resto della squadra riuscirà ad elevarsi al suo livello.

La situazione degli estremi difensori complica ulteriormente le cose. Manna, infatti, ha confermato prima della gara contro l'Arsenal che Noa Lang era tenuto fuori per motivi disciplinari, un dettaglio che la dice lunga sulla tensione che serpeggia all'interno del gruppo. Ora, con entrambi i portieri titolari ai box, il reparto arretrato che Di Lorenzo dovrà tenere a galla sulla destra sarà chiamato a compensare l'incertezza tra i pali.

Lo stesso Allegri aveva notato prima del match con l'Arsenal come fosse raro vedere una squadra inglese difendere con un blocco così basso come fatto dai Gunners – un'osservazione che suona anche come un velato riconoscimento di quanto il Napoli sia apparso scoperto in avanti. Di Lorenzo, vero leader, oltre che capitano, tanto per temperamento quanto per la fascia al braccio, ha già parlato apertamente di come la sua squadra tenesse una linea difensiva troppo bassa in quella sconfitta. L'autoconsapevolezza è apprezzabile. La correzione è, però, urgente.

Dopo tre turni di campionato, Di Lorenzo è il filo conduttore che il Napoli non può assolutamente permettersi di perdere.