Il capitano del Napoli Giovanni Di Lorenzo ha ammesso, dopo la sconfitta interna in Champions League contro l'Arsenal, che la sua squadra aveva difeso troppo in profondità . Un'ammissione sincera che ha messo a nudo il problema più ampio che attanaglia la squadra in difficoltà di Massimiliano Allegri. Quella contro i Gunners è stata la terza sconfitta consecutiva per i partenopei in tutte le competizioni, arrivata peraltro contro un Arsenal che lo stesso Allegri aveva indicato come insolitamente solido sul piano difensivo per una formazione inglese.
Il significato di tale risultato va ben oltre la singola serata europea. Il Napoli occupa il 12° posto in Serie A con soli tre punti in altrettante partite – frutto di una vittoria, due sconfitte, cinque reti all'attivo e altrettante al passivo – e la Champions League ha ora aggiunto un ulteriore ko a questo fragile bilancio di inizio stagione. Per il 33enne Di Lorenzo, l'accumulo di sconfitte rappresenta una prova di leadership e di maturità calcistica. Il suo rating stagionale di 6.68 nelle tre presenze in campionato, arricchito da un assist, delinea un giocatore che svolge il proprio compito con diligenza, ma senza il supporto di una squadra che giri a dovere.
L'analisi dello stesso Di Lorenzo dopo il match contro l'Arsenal è apparsa lucida e onesta, piuttosto che pretestuosamente difensiva. Ha accettato che gli azzurri si fossero abbassati troppo, pur riconoscendo la notevole qualità dell'avversario. Rrahmani, suo compagno di reparto, aveva dichiarato prima della gara che tutto sarebbe stato possibile nella sfida tra Napoli e Arsenal — un'affermazione che, col senno di poi, suona tanto preveggente quanto insufficiente, visto l'esito finale. L'assenza di Noa Lang per motivi disciplinari ha inoltre aggiunto ulteriore benzina sul fuoco a un'occasione già di per sé complicata.
Il commento di Allegri, secondo cui è insolito osservare una squadra inglese difendere con l'organizzazione dell'Arsenal, ha tradito un genuino rispetto tattico per gli ospiti. La visione post-partita di Mikel Arteta – convinto che il punteggio non riflettesse appieno la prestazione della sua squadra – ha suggerito che la profonda disposizione difensiva del Napoli abbia perlomeno costretto i Gunners a sudare per l'unica rete che ha deciso l'incontro. Un ko per 1-0 non è di per sé un tracollo, ma è pur sempre la terza sconfitta consecutiva, e questa tendenza si fa sempre più difficile da liquidare come semplice "rumore" di inizio stagione.
Con un AI overall di 76 su 100, il terzino azzurro rimane una delle componenti più affidabili dell'undici di Allegri. La sua propensione a parlare apertamente dopo risultati difficili è il tipo di leadership di cui uno spogliatoio ha disperatamente bisogno quando i successi latitano. La vera questione per le prossime settimane è se il Napoli sarà in grado di costruire una struttura che corrisponda ai suoi stessi standard, o se il capitano continuerà a portare da solo il peso di una squadra ancora alla disperata ricerca di un'identità e di una forma.