Il portiere della Juventus Michele Di Gregorio inizia il pre-campionato 2025-26 con la sua titolarità seriamente in discussione, poiché lo staff tecnico di Luciano Spalletti ha individuato la porta come una priorità da rinforzare in vista della nuova stagione.

La situazione ha un peso specifico. La Juventus ha terminato la precedente stagione di Serie A al sesto posto, accumulando 68 punti in 37 partite — un bottino discreto, ma che relega i Bianconeri ai margini del calcio che conta in Italia. Subire 32 gol durante l'annata è un bilancio difensivo tutto sommato solido, eppure Spalletti ha chiarito che la posizione dell'estremo difensore necessita di un upgrade. Nomi come Marco Carnesecchi, Atubolu e Suzuki circolano come potenziali obiettivi di mercato per il club. Di Gregorio, 29 anni, non è stato messo alla porta — Spalletti lo ha difeso pubblicamente — ma la posizione del tecnico sulla necessità di un nuovo numero uno non è cambiata.

I numeri di Di Gregorio nelle sue 30 presenze in Serie A la scorsa stagione raccontano una storia di tranquilla affidabilità più che di impatto decisivo. Un voto medio di 7.00 in quelle partite riflette un portiere che ha adempiuto al suo dovere con costanza, e i 32 gol subiti, considerando lo sforzo difensivo dell'intera squadra, non sono un dato condannatorio. Il suo punteggio AI complessivo di 74 su un potenziale di 76 suggerisce un giocatore prossimo al suo tetto massimo di rendimento — il che, a seconda delle ambizioni di un club che punta al calcio europeo, potrebbe essere esattamente il dilemma che Spalletti si trova a dover affrontare.

Il pre-campionato ha introdotto ulteriori variabili nel quadro. La Juventus ha perso 2-1 contro l'Inter in un'amichevole, un risultato che ha dato a Spalletti l'opportunità di valutare i nuovi arrivati Kerim Alajbegovic e Randal Kolo Muani in un contesto agonistico. Spalletti ha osservato che l'Inter si è dimostrata più "squadra" della Juventus in questa fase di preparazione — una lucida analisi che segnala come la rosa richieda ancora interventi in diverse zone del campo, non solo tra i pali.

Alessandro Del Piero, la storica bandiera del club, ha esortato alla pazienza con i nuovi innesti, esortando a non caricare di troppe aspettative Alajbegovic e Kolo Muani all'inizio della loro avventura alla Juventus. Questo sentimento si applica allo stesso modo a Di Gregorio, che non ha commesso gravi errori ma si trova incastrato tra la stima del suo tecnico e la convinzione societaria di necessitare di un profilo superiore.

Se la Juventus dovesse ingaggiare un nuovo portiere di primo livello prima dell'inizio della stagione, la posizione di Di Gregorio subirebbe un mutamento radicale. Se così non fosse, il ventinovenne estremo difensore si troverà a sopportare il fardello di un ruolo che lo staff tecnico ha pubblicamente etichettato come inadeguato — una base poco solida su cui poter costruire la fiducia.