Il portiere della Juventus Michele Di Gregorio si avvia alla fase conclusiva della finestra estiva con la sua posizione nel club che non è più al centro del dibattito come qualche giorno fa. Le strategie di mercato dei Bianconeri, infatti, si sono decisamente spostate verso rinforzi per i giocatori di movimento – in particolare l'interesse concreto per il difensore del Bologna Jhon Lucumí per una cifra che si aggira sui 20 milioni di euro bonus inclusi, e i colloqui in corso sul futuro dell'attaccante Jonathan David.
Questo cambio di focus è significativo per Di Gregorio. Il 29enne ha trascorso gran parte della prima fase del mercato estivo al centro di un potenziale ballottaggio tra i pali, con la Juventus accostata al portiere del PSG Zion Suzuki in un'operazione che avrebbe avuto chiare implicazioni su chi avrebbe difeso la porta bianconera a partire dalla stagione 2025-26. Sebbene la trattativa per Suzuki non sia stata formalmente chiusa, le energie del club sono ora palesemente concentrate altrove. Per un estremo difensore che ha disputato 30 gare di Serie A la scorsa stagione e ha fatto registrare una valutazione media di 7.00, l'assenza di un potenziale concorrente imminente non è affatto un dettaglio trascurabile.
La Juventus di Luciano Spalletti ha concluso il campionato di Serie A al sesto posto con 69 punti in 38 partite, un ruolino di marcia di 19 vittorie, 12 pareggi e 7 sconfitte, con appena 34 reti incassate nell'arco dell'intera stagione. Quella solidità difensiva è la base su cui Di Gregorio ha costruito le sue prestazioni, ed è lo standard rispetto al quale qualsiasi eventuale nuovo estremo difensore si sarebbe dovuto misurare. I numeri non invocano un cambiamento; al contrario, depongono a favore della continuità.
Spalletti ha confermato pubblicamente che Douglas Luiz probabilmente continuerà a vestire la maglia bianconera dopo aver ben figurato nel precampionato, un segnale che l'allenatore è intento a consolidare le fondamenta anziché stravolgere. La stessa logica si applica alla questione del portiere. Un tecnico che sta costruendo una squadra competitiva in Europa partendo dal sesto posto non trarrebbe alcun vantaggio dal destabilizzare un elemento di spessore tra i pali che ha offerto garanzie di costanza per un'intera annata agonistica.
La situazione di David conferisce un ulteriore livello di complessità al quadro. Con l'Aston Villa che sarebbe in procinto di presentare un'offerta per l'attaccante canadese con la formula del prestito con obbligo di riscatto, la Juventus affronta una potenziale lacuna nel reparto offensivo che richiede un'attenzione prioritaria. Anche Zirkzee è stato accostato al club. Queste sono le conversazioni che ora stanno animando il tavolo delle trattative, non certo la vicenda del portiere.
Il rating complessivo di 75 su 100 assegnato a Di Gregorio, secondo l'IA, fotografa un giocatore al suo picco funzionale di carriera, più che un profilo ancora in ascesa. Il suo potenziale massimo, stimato a 72, suggerisce che i dati lo identifichino come un profilo consolidato: affidabile, affermato, e che difficilmente supererà o scenderà drasticamente al di sotto del suo livello attuale. Per una società in fase di ricostruzione, quel tipo di prevedibilità tra i pali si rivela un punto di forza, non un limite.
Mentre la finestra di mercato si avvia alla chiusura con la Juventus ancora impegnata a completare la sua rosa, la situazione di Di Gregorio appare più stabile ora di quanto non lo fosse una settimana fa. Il dibattito non è svanito; è stato semplicemente posticipato da questioni più impellenti.