Il centrocampista dell'Atalanta Marten de Roon ha preso parte a una sola delle prime due gare di Serie A in questa stagione, registrando un voto di 6.30. La Dea, nel frattempo, ha inaugurato la stagione 2026-27 con un percorso netto di due vittorie consecutive e sei punti su sei disponibili, risultati che la posizionano provvisoriamente al quinto posto in classifica.
All'età di 35 anni, il mediano olandese si trova in una posizione peculiare: elemento imprescindibile nell'identità della squadra, ma con un impiego sempre più selettivo. L'Atalanta guidata da Maurizio Sarri ha incassato un solo gol in queste due uscite, una solidità difensiva che si riverbera positivamente sulla struttura del centrocampo, di cui de Roon è stato a lungo il perno. Tuttavia, un voto medio di 6.30 nella sua singola apparizione suggerisce che stia agendo più come una presenza funzionale che come una forza trainante; un ruolo che, in questa fase avanzata della carriera, potrebbe essere esattamente ciò che il tecnico toscano gli chiede.
Uno sguardo al quadro più ampio chiarisce ulteriormente la situazione. L'Atalanta ha recentemente ufficializzato l'acquisto di Jonathan Rowe, un esterno proveniente dal Bologna, con un'operazione che si aggira intorno ai 40 milioni di euro complessivi. Sebbene l'innesto di un esterno non intacchi direttamente la posizione di de Roon, esso indica chiaramente la direzione dell'evoluzione della rosa: un organico più giovane, dinamico, plasmato per soddisfare le esigenze di pressing e i dettami tattici di Sarri. Il valore del centrocampista bergamasco risiede ora in ciò che apporta in termini di gestione del gioco: esperienza, disciplina tattica e quella capacità di lettura delle situazioni che non può essere trasmessa a un calciatore in una singola preparazione precampionato.
Il suo punteggio complessivo AI di 75 su 100 lo attesta come un giocatore ancora affidabile per la Serie A — non un fardello, né un semplice lusso. La vera sfida per de Roon in questa stagione sarà trasformare i minuti contati in campo in prestazioni di spessore che lo mantengano nelle gerarchie di Sarri, soprattutto quando il calendario si farà più intenso. Una presenza in sole due gare rappresenta una base di partenza esigua. Saranno le prossime settimane a definire se il classe '88 rimarrà un prezioso elemento di rotazione o se scivolerà ai margini di una rosa in fase di ringiovanimento.