Charles De Ketelaere, attaccante belga dell'Atalanta, si avvicina alla gara di ritorno del play-off di Conference League del club contro l'Hapoel Tel Aviv non avendo svolto un carico di lavoro sufficiente per essere considerato a pieno regime. Maurizio Sarri ha confermato la situazione nella sua conferenza stampa pre-partita lo scorso 27 agosto.
La tempistica è fondamentale. L'Atalanta è un club in piena transizione: nuovo tecnico, un modulo inedito e un calendario già fitto di impegni. L'indisponibilità di De Ketelaere alla convocazione, anche in una qualificazione europea, complica la capacità di Sarri di valutare appieno la rosa a sua disposizione. Un allenatore che costruisce una struttura 4-3-3 ha bisogno di sapere cosa possano esprimere i suoi terminali offensivi sotto pressione. E un attaccante che non può allenarsi con continuità non può fornire le risposte tattiche necessarie.
De Ketelaere ha 25 anni, un'età in cui un calciatore del suo profilo dovrebbe entrare nel pieno della carriera. La sua stagione in Serie A è appena iniziata — una partita giocata, nessun gol, nessun assist e un voto medio di 7.20 — il che rende la preoccupazione legata alla sua condizione fisica assume un peso ben maggiore di quanto possa sembrare a una lettura superficiale. Quel voto suggerisce che abbia contribuito in qualche modo alla vittoria d'apertura della Dea, ma senza accumulare minuti e sviluppare le intese necessarie nel sistema di Sarri, il belga rischia di accumulare ritardo nella curva di apprendimento tattico prima che la stagione entri nel vivo.
La Dea di Sarri, dopo una sola giornata, occupa la sesta posizione, con tre punti conquistati da una vittoria per 2-1. Il tema della profondità della rosa è già al centro del dibattito: i report indicano che il club sta cercando un ulteriore esterno d'attacco, con un profilo del Bologna che si sta rivelando arduo da strappare. Una ricerca, questa, che procede in parallelo all'incertezza sulla forma fisica di De Ketelaere e che rivela le lacune percepite dal tecnico nelle sue opzioni offensive.
La stessa sfida di Conference League — in campo in Ungheria e non in Israele — aggiunge una complessità logistica e ambientale che Sarri ha definito una sfida ardua, invitando a non peccare di presunzione. Se il belga sarà in gruppo per la trasferta o resterà a Bergamo per proseguire la riatletizzazione è una questione secondaria. La questione primaria è quanto velocemente possa tornare ad allenarsi a pieno regime e iniziare a tradurre il suo potenziale — valutato 76 su 100 dalle metriche interne dell'Atalanta — nel rendimento costante che una squadra sarriana esige dai suoi terminali offensivi.
Un calciatore con un rating complessivo di 70 e ampi margini di crescita rappresenta un asset prezioso. Un giocatore che non può allenarsi, invece, è un problema. In questo momento, Charles De Ketelaere si trova esattamente in questa duplice condizione.