L'attaccante dell'Atalanta Charles De Ketelaere è rimasto fermo ai box insieme al compagno Ahanor, mettendo seriamente in dubbio la loro presenza per l'andata dei play-off di Conference League contro l'Hapoel Tel Aviv, in programma il 20 agosto, e per l'esordio in Serie A contro il Sassuolo. Due impegni ravvicinati che richiederanno un reparto offensivo al completo alla squadra di Raffaele Palladino.

La tempistica, inutile dirlo, alza notevolmente la posta in gioco. La Dea si appresta a iniziare la stagione 2026-27 già dovendo fare i conti con l'assenza di Kamaldeen Sulemana, fermo per almeno due mesi a causa di un grave infortunio al ginocchio. Perdere anche solo per breve tempo De Ketelaere, dunque, priverebbe i nerazzurri di profondità e soluzioni creative proprio nel momento meno opportuno. I turni di qualificazione di Conference League non perdonano le rose poco profonde; il calendario non attende che i tempi di recupero si esauriscano.

Ciò che rende l'assenza di De Ketelaere particolarmente pesante è la qualità intrinseca che la sua presenza garantisce. Il belga, classe '99, ha chiuso la stagione 2025-26 con un bilancio di tre reti e cinque assist in 31 apparizioni in Serie A, vantando una media voto di 7.20 – un dato che lo pone tra i pilastri più affidabili dell'attacco atalantino nell'arco di un'intera annata. Non è un giocatore da copertina per il mero volume di giocate; il suo valore risiede nella costanza del suo apporto e nella lucidità delle sue scelte nell'ultimo terzo di campo. Un punteggio AI complessivo di 71, con un potenziale stimato a 78, lo identifica come un profilo ancora in netta crescita, ben lontano dall'aver raggiunto il suo massimo potenziale.

L'Atalanta di mister Palladino ha chiuso la scorsa annata al settimo posto, con 59 punti in 38 giornate, frutto di quindici vittorie, quattordici pareggi e nove sconfitte. Il numero elevato di pareggi, in particolare, racconta una verità precisa: una squadra che raramente ha ceduto il passo, ma che troppo spesso si è accontentata del risultato minimo. Proprio la capacità di De Ketelaere di "spaccare" le difese più chiuse, ben evidenziata dai suoi cinque assist, è stata cruciale nei frangenti in cui la Dea è riuscita a trovare la chiave di volta. Senza il belga per le prime uscite stagionali, Palladino dovrà giocoforza individuare alternative valide per quella funzione.

Il club si è mosso sul mercato estivo – con l'arrivo di Rasmus Kristensen dall'Udinese e la presentazione di Ciro Gaetano – ma si tratta di rinforzi principalmente per la difesa e il centrocampo. La lista degli indisponibili nel reparto offensivo, che ora include De Ketelaere e Sulemana oltre al già menzionato Ahanor, è proprio dove la rosa nerazzurra appare maggiormente in sofferenza.

De Ketelaere possiede il profilo ideale per essere un perno centrale in tutto il progetto tattico dell'Atalanta per questa stagione. La domanda è se riuscirà a recuperare in tempo per incidere dal primo fischio d'inizio, o se le ambizioni della società orobica saranno costrette a iniziare la campagna con un passo di svantaggio.