Il difensore dell'Inter Manuel Akanji ha espresso pubblicamente il proprio sostegno al centrocampista del Napoli Kevin De Bruyne, pronosticandogli un "impatto significativo" nella stagione 2026-27. Un voto di fiducia che giunge in un momento in cui la posizione del trentaquattrenne all'interno del club è tutt'altro che risolta. Il Napoli si trova infatti in una fase di transizione tecnica, con Massimiliano Allegri sempre più vicino alla panchina partenopea dopo il suo addio all'AC Milan, e la composizione della rosa per la prossima stagione resta un'incognita.
Questo endorsement assume particolare rilevanza poiché proviene da chi ha condiviso uno spogliatoio con De Bruyne a livello internazionale e comprende appieno le esigenze fisiche e cognitive richieste dal calcio d'élite a centrocampo in questa fase della carriera. Il giudizio di Akanji si contrappone all'istinto comune di considerare un trentaquattrenne come un asset in deprezzamento. I numeri di questa stagione di Serie A offrono un riscontro confortante: in 17 presenze, il centrocampista belga ha messo a segno cinque reti e un assist, con un voto medio di 7.00. Cifre che suggeriscono un giocatore capace di esprimersi ancora ampiamente al di sopra del livello di un semplice rimpiazzo, sebbene il suo minutaggio sia stato gestito con oculatezza.
Il quadro più generale vede un Napoli che ha concluso la Serie A 2025-26 al secondo posto con 73 punti: un bottino rispettabile in 37 gare, ma che lascia i partenopei a un passo dalla vetta. Il Napoli di Antonio Conte ha incassato 36 reti, realizzandone 57, un bilancio che riflette una spiccata solidità difensiva più che un'esuberanza offensiva. Il ruolo del talentuoso belga in quel sistema è stato selettivo, non preponderante in termini di volume, il che rende il suo apporto in termini di gol ancora più significativo: non ha gonfiato le statistiche in una squadra particolarmente prolifica in zona gol.
La questione tattica, ora, modella ogni scenario. L'approdo di Allegri — qualora fosse confermato — rappresenterebbe un cambiamento tattico significativo: dal modello di pressing collettivo ad alta intensità propugnato dal tecnico Antonio Conte, si passerebbe a qualcosa di più strutturato e posizionale. Per un centrocampista con le caratteristiche del fuoriclasse belga, quella transizione potrebbe rivelarsi tanto liberatoria quanto limitante, a seconda di come l'allenatore Massimiliano Allegri sceglierà di impiegarlo. Un ritmo di gioco più ragionato si adatta a un regista più avanti con l'età ; un sistema che richiede un pressing verticale e asfissiante meno.
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis era presente al SoFi Stadium di Los Angeles per assistere alle prestazioni del campione in maglia belga alla Coppa del Mondo 2026. Un segnale, quantomeno, che la dirigenza del club considera le sue performance internazionali rilevanti per il suo futuro in azzurro. Ciò che il fantasista belga produrrà in questo torneo influenzerà sia il suo potere contrattuale sia la pianificazione del club in vista della finestra di mercato.
A 34 anni, con un rating complessivo AI di 84 e un potenziale massimo che i dati indicano a 45, il giocatore viene valutato come un asset attuale, piuttosto che uno in prospettiva. Il compito del Napoli in questa estate è costruire un sistema attorno a ciò che il campione belga è, non a ciò che potrebbe diventare — e la fiducia pubblica espressa dal difensore interista Akanji suggerisce che il centrocampista stesso non ha fornito alcun motivo per pensare diversamente.