Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha demandato la decisione sul futuro di Kevin De Bruyne al tecnico in arrivo Massimiliano Allegri, chiarendo contestualmente, con la consueta schiettezza che lo contraddistingue, che il club dispone di alternative qualora Allegri dovesse decidere che il belga è in esubero.

Il significato di questo scenario non dovrebbe essere sottovalutato. De Bruyne, il centrocampista 34enne del Napoli, ha già dichiarato pubblicamente di necessitare chiarezza sulla sua permanenza in azzurro dopo l'addio di Antonio Conte. De Laurentiis ha ora di fatto ratificato che tale chiarezza non arriverà dalla dirigenza. Dipenderà, piuttosto, da un allenatore il cui contratto con il Milan non è ancora stato formalmente rescisso. Il futuro immediato del belga è dunque sospeso in un limbo tra due situazioni irrisolte simultaneamente.

L'addio di Antonio Conte è ormai ufficiale. Il tecnico pugliese ha rescisso di comune accordo dopo due stagioni che hanno consegnato alla bacheca azzurra uno Scudetto e una Supercoppa Italiana — un bilancio che rende la separazione ancor più sorprendente. Massimiliano Allegri è il successore designato, sebbene l'iter burocratico per sciogliere il suo vincolo contrattuale con il Milan abbia richiesto più tempo del previsto. Fin quando tale burocrazia non sarà completata, il Napoli non potrà ufficializzarne l'ingaggio, e fin quando non sarà insediato, nessuno potrà dare risposte definitive sulla questione De Bruyne.

I numeri stagionali di De Bruyne accentuano l'incertezza. In 17 apparizioni in Serie A, il belga ha messo a segno cinque reti e fornito un assist, mantenendo una media voto di 7.00. Questi non sono certo i dati di un calciatore che ha deluso — cinque gol da centrocampo in una stagione segnata da turbolenze rappresentano un bottino di rilievo. Ma sono anche i numeri di un elemento che ha preso parte a meno della metà delle 37 gare di campionato del Napoli, il che solleva interrogativi sulla sua tenuta fisica e sulla capacità di integrarsi pienamente, aspetti che un nuovo tecnico valuterà attentamente.

L'uscita pubblica di De Laurentiis — che "ci sono molti calciatori in giro" — è il classico monito che i presidenti lanciano quando intendono acquisire un vantaggio, non quando le decisioni sono già state prese. Questo suggerisce che lo status del belga è negoziabile, non garantito, ma non implica che una sua partenza sia inevitabile. Allegri, qualora dovesse sedersi sulla panchina azzurra, erediterà una squadra giunta seconda con 73 punti e vorrà plasmarla secondo le proprie priorità tattiche. Se un centrocampista di 34 anni, per quanto di comprovata esperienza, rientri in tali priorità, è una questione puramente tecnica, non finanziaria.

Il Napoli, inoltre, sta monitorando Alexis Saelemaekers nel convulso ambiente milanista, il che suggerisce che la società stia già valutando un rinforzo per la mediana a prescindere da cosa accadrà con De Bruyne. Le due decisioni potrebbero non essere necessariamente esclusive l'una dall'altra, ma la ricerca di alternative difficilmente rafforza la posizione negoziale di un calciatore.

Il prossimo confronto di De Bruyne sul suo futuro avverrà con un uomo che, a oggi, risulta ancora tecnicamente sotto contratto altrove.