Kevin De Bruyne, il 35enne centrocampista belga del Napoli, si prepara ad affrontare una delicata sfida di Champions League contro l'Arsenal con la squadra di Massimiliano Allegri decimata a centrocampo. Una situazione che il tecnico del Napoli ha affrontato direttamente, confermando che il club è ridotto a soli quattro centrocampisti abili dopo aver perso anche André Frank Zambo Anguissa per infortunio.

Questo contesto è più rilevante di qualsiasi singolo risultato. Il Napoli si trova al 12° posto in Serie A dopo tre giornate, con tre punti frutto di una vittoria e due sconfitte, e una differenza reti in equilibrio con cinque gol segnati e cinque subiti. Lo stesso De Bruyne è sceso in campo in due di quelle partite di campionato senza aver ancora inciso con un gol o un assist, con una media voto di 6.50 – più funzionale che decisivo, i numeri di un giocatore che sta ancora trovando la sua posizione in un sistema tattico in costruzione. Un punteggio AI complessivo di 83 su 100 suggerisce che il potenziale c'è; la sfida per Allegri è creare le condizioni affinché si esprima pienamente.

La crisi di infortuni in mediana rende ancora più pressante tale interrogativo. Quando un allenatore elenca pubblicamente i mediani a sua disposizione, è segno raramente di grande flessibilità tattica. Per De Bruyne, ciò potrebbe significare più minuti in campo e responsabilità più ampie di quanto un 35enne, ancora nel pieno dell'adattamento alla Serie A, dovrebbe idealmente sopportare in questa fase della stagione.

Scott McTominay, che avrebbe potuto alleggerire tale carico, è stato sottoposto a un intervento di ablazione cardiaca. Il Napoli ha confermato che l'operazione è riuscita e che il centrocampista scozzese è in via di recupero, ma al momento non disponibile. La sua assenza non è un dettaglio marginale: priva il Napoli di una presenza fisica cruciale, che avrebbe permesso al belga di agire in una zona di campo più congeniale alla sua creatività, senza dover sacrificarsi in coperture non più nelle sue corde.

Giovanni Di Lorenzo ha ventilato l'ipotesi che la sfida contro l'Arsenal possa giungere, paradossalmente, nel momento giusto per il Napoli: l'idea è che la ribalta europea possa galvanizzare una squadra in affanno in campionato. Se De Bruyne saprà beneficiare di una simile occasione è un interrogativo lecito. La sua carriera è costellata proprio di notti come queste, ed esiste una versione di questa settimana in cui il palcoscenico della Champions League possa risvegliare in lui quella scintilla che le prime tre gare di Serie A non hanno ancora acceso.

Allegri, dal canto suo, ha inquadrato la preparazione del Napoli alla Champions League riconoscendone la difficoltà, ma senza precludere l'ambizione di un buon risultato. Ha anche rievocato pubblicamente due finali perse nel suo passato, un particolare che plasma il suo approccio al calcio a eliminazione diretta e alle sfide ad alta posta in palio della fase a gironi.

I numeri di De Bruyne in Serie A non potranno migliorare mentre si trova a gestire un reparto mediano decimato e l'impegno della competizione europea. La cartina di tornasole più immediata, per ora, è se riuscirà a imporsi in una sfida di tale caratura – e se il Napoli di Allegri riuscirà a resistere abbastanza a lungo affinché la squadra smetta di contare i suoi effettivi in campo.