Kevin De Bruyne, il 35enne centrocampista belga del Napoli, ha siglato una doppietta nel 3-0 casalingo degli azzurri contro il Frosinone, alla sesta giornata di campionato della Serie A 2026-27. Dopo la partita, si sono palesati interrogativi sulla sua piena familiarità con il ruolo ricoperto, sebbene fruttuoso. La doppietta ha catturato i titoli, ma la vera narrazione è la tensione tattica sottostante.
Per la sfida, il Napoli di mister Allegri si è schierato con un 3-4-3, e il tecnico partenopeo ha motivato tale scelta affermando di ritenere De Bruyne efficace in una posizione più arretrata all'interno di quel modulo. Se tale posizione di raccordo si sposi appieno con la naturale vocazione tattica del fantasista belga resta un interrogativo irrisolto, nemmeno la prestazione, seppur arricchita dai due gol, è riuscita a fugare ogni dubbio. Un giocatore che va a segno due volte, pur tra i persistenti dubbi sul suo ruolo ideale, non rappresenta un problema risolto; si tratta piuttosto di un dibattito rimandato, che merita di essere affrontato.
I numeri, pur tra le difficoltà, ne confermano la rilevanza. Nelle cinque apparizioni in massima serie di questa stagione, il classe '91 ha realizzato due reti e vanta una media voto di 7.08, con un punteggio AI complessivo di 84 su 100. Per una formazione che occupa l'ottavo posto con dieci punti in sei giornate – frutto di tre vittorie, un pareggio e due sconfitte – questi apporti non sono affatto marginali. Gli azzurri hanno siglato dieci gol in quelle sei uscite, e il belga ne ha firmati due senza servire alcun assist, dettaglio che di per sé suggerisce un elemento che agisce leggermente defilato rispetto alla sua naturale vocazione offensiva.
La vittoria sul Frosinone è stata inoltre caratterizzata da quanto le fonti hanno definito una "tensione sul dischetto" che ha coinvolto De Bruyne e Rasmus Hojlund, sebbene i dettagli della dinamica non siano sufficientemente approfonditi per una ricostruzione completa. Ciò che appare evidente è che la gara non è stata una prestazione cristallina e convincente; piuttosto, un 3-0 ottenuto con frizioni interne, metafora calzante della situazione attuale di De Bruyne e Allegri.
Il rientro di Scott McTominay è stato annotato come un sottotesto significativo della serata, e la sua presenza nello scacchiere di centrocampo renderà ancor più stringente la questione tattica. Se mister Allegri avrà a disposizione un'alternativa affidabile nella mediana, la pressione sul centrocampista belga affinché accetti un ruolo che non sente suo aumenterà. Se il ritorno dello scozzese sarà graduale, il disagio del folletto di Gent potrà essere gestito, più che risolto.
A 35 anni, De Bruyne non è certo un calciatore che può essere riadattato indefinitamente senza ripercussioni. Il suo valore si è sempre espresso nella trequarti avversaria per la sua eccellente capacità di lettura del gioco – il passaggio chiave, il movimento che crea un varco. Una posizione più arretrata gli impone di svolgere compiti più di raccordo e meno quelli in cui è un elemento insostituibile. La doppietta contro il Frosinone nella Serie A 2026-27 dimostra che il belga è ancora in grado di produrre; la questione strutturale, tuttavia, riguarda se il modulo prediletto da Allegri gli consenta di esprimersi al meglio. Il compito dell'allenatore del Napoli è conciliare questi due aspetti prima che l'assetto tattico della stagione prenda forma definitiva.