Kevin De Bruyne, il 35enne centrocampista belga del Napoli, è atteso la prossima settimana per riprendere gli allenamenti dopo una lunga assenza. Il suo rientro avverrà in uno spogliatoio che, secondo diverse indiscrezioni, ha manifestato una certa frustrazione per la sua prolungata assenza. Il tempismo è tutt'altro che casuale: il ritiro precampionato è già entrato nel vivo sotto la guida del nuovo tecnico Max Allegri, e finora De Bruyne non vi ha preso parte.
Questo attrito ha un peso specifico, poiché il Napoli di Allegri è una squadra ancora in piena fase di costruzione. L'ex tecnico di Juventus e Milan si è espresso pubblicamente con toni pacati riguardo all'organico, dichiarando, dopo un successo per 2-0 nell'amichevole contro la Carrarese, che avrebbe tratto le sue conclusioni sull'effettiva disponibilità solo al termine della finestra di mercato. Una posizione indubbiamente ragionevole per un allenatore nelle sue prime settimane. Tuttavia, l'assenza del belga non ha facilitato questa valutazione, e il clima che si respira tra i suoi compagni suggerisce che la pazienza, all'interno di Castel Volturno, non è destinata ad essere illimitata.
Esiste una tensione di fondo che il rientro definitivo di De Bruyne non potrà dissolvere immediatamente. La sua stagione 2025-26 sotto Antonio Conte — con 17 presenze, cinque gol, un assist e una valutazione media di 7.00 — aveva evidenziato un giocatore ancora capace di dare un contributo importante quando in condizione e pienamente integrato. Quei numeri, modesti nella quantità ma solidi nella qualità, erano il risultato di un sistema costruito sulla disciplina collettiva. Allegri, dal canto suo, predilige un tipo di gestione differente, che tende a esigere il pieno coinvolgimento nel precampionato dai suoi elementi chiave. Il fantasista belga, finora, questo coinvolgimento non lo ha ancora garantito.
A 35 anni, e con un potenziale di sviluppo valutato a 45 su 100, De Bruyne non è più il perno attorno cui un club costruisce la sua squadra. È piuttosto un giocatore che una società impiega — con precisione, con parsimonia, e solo nei momenti giusti. La reticenza pubblica di Allegri in merito al mercato dei trasferimenti fa intuire che non ha fretta di rimpiazzare il fuoriclasse belga, ma lascia anche intendere che i suoi piani tattici non sono basati su di lui. Il valore del belga per questa rosa è innegabile ma fortemente condizionato: dipenderà dalla condizione fisica, dall'atteggiamento e dalla capacità di stabilire un rapporto di lavoro con Allegri, una relazione che nessuno dei due ha ancora avuto modo di costruire.
I compagni di squadra che attendono il suo ritorno non hanno torto a manifestare frustrazione. Il precampionato è il periodo cruciale in cui si cementa la fiducia, dove un nuovo allenatore prende le misure ai suoi giocatori e questi, a loro volta, si abituano al tecnico. De Bruyne ha perso questa importante finestra temporale. Potrà ancora dare il suo contributo alla stagione 2026-27 del Napoli — la sua qualità, quando al meglio, non è certo in discussione — ma la inizierà avendo già consumato parte di quella buona volontà che un nuovo corso solitamente concede.
Allegri ha mantenuto un profilo pubblico irreprensibile, e il 2-0 sulla Carrarese, frutto del contributo di altri elementi della rosa, indica che il lavoro prosegue efficacemente anche senza il belga. Il rientro di De Bruyne la prossima settimana fornirà ad Allegri indicazioni più precise di quanto possa aver fatto qualsiasi amichevole precampionato.