Kevin De Bruyne, il 35enne centrocampista belga del Napoli, è stato richiamato in panchina nel finale della vittoria casalinga per 1-0 di domenica contro il Bologna. Un episodio che ha sollevato il timore di un infortunio, rischiando di mettere in ombra un risultato vitale per la squadra di Massimiliano Allegri.
Il successo è di rilievo, considerando che il Napoli arrivava all'incontro sotto pressione: decimo in Serie A con soli sei punti in quattro giornate (due vittorie, due sconfitte), gravato dal peso di un avvio di stagione complicato. Una terza battuta d'arresto consecutiva avrebbe acuito la crisi. Invece, la rete di Stanislav Lobotka ha fissato il risultato, e i partenopei di Allegri hanno tenuto duro. Tuttavia, il modo in cui il belga ha lasciato il campo ha fatto sì che il dibattito post-partita non fosse interamente dominato dal sospiro di sollievo.
Allegri è intervenuto prontamente per placare i timori, confermando che il belga era stato richiamato per pura precauzione, e non per qualcosa di grave. Il tecnico non ha fornito ulteriori dettagli sulla natura dell'acciacco, ma la rassicurazione è parsa piuttosto netta. Per una squadra che ha già dovuto affrontare infortuni tra i pali in questa stagione, la prospettiva di perdere il suo elemento più creativo sarebbe stata un grattacapo di ben altro calibro.
De Bruyne ha disputato tre gare di Serie A in questa stagione, senza ancora mettere a segno un gol o fornire un assist in tali apparizioni. La sua media voto di 6.97 suggerisce un centrocampista che opera a un livello dignitoso, ma senza ancora ritrovare quel tocco decisivo che lo contraddistingue ai massimi livelli. Un punteggio AI complessivo di 83 su 100 riflette la qualità intrinseca che il Napoli ha acquisito, ma i primi riscontri in termini di apporto diretto sono stati modesti. A 35 anni, la questione non è se il fuoriclasse belga possa ancora influenzare le partite — il fatto che Allegri lo abbia schierato titolare domenica e lo abbia sostituito per precauzione suggerisce la sua fiducia — ma se possa farlo con costanza per un'intera stagione di Serie A.
La classifica del Napoli, decimo con sei punti, non è di per sé allarmante in questa fase della stagione. Tuttavia, la differenza reti – sei gol fatti, cinque subiti – denota una squadra che sta ancora cercando la propria quadra difensiva sotto la gestione Allegri. La capacità del centrocampista di controllare il ritmo e dettare il gioco agendo da regista davanti alla difesa è precisamente ciò che il sistema del tecnico richiede, il che rende la sua condizione fisica la variabile più stringente in vista del prossimo impegno.
Se il timore per l'infortunio si rivelerà fondato su basi minori, il Napoli avrà motivo di cauto ottimismo. Se l'acciacco dovesse persistere, la profondità della rosa a centrocampo affronterà un esame che potrebbe non essere in grado di superare.