Kevin De Bruyne, il trentacinquenne centrocampista belga del Napoli, ha firmato una doppietta nel 3-0 in Serie A contro il Frosinone, alla sesta giornata. Un'affermazione perentoria, salvo poi veder la sua squadra cedere per 3-1 contro il Villarreal in un ko che ha messo a nudo le fragilità latenti dietro i progressi in campionato. Questi due eventi, a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro, delineano il quadro attuale per il fantasista e per il Napoli di Allegri: capaci di un calcio incisivo e strutturato in un contesto, ma vulnerabili in un altro.

Il dibattito sul ruolo di De Bruyne non è certo risolto dal successo contro il Frosinone. Il belga ha ammesso pubblicamente di non sentirsi pienamente a proprio agio operando in una posizione più arretrata, descrivendosi come un classico "numero otto o dieci". Allegri, dal canto suo, ha invece suggerito che l'ex City possa agire efficacemente in quel ruolo più arretrato all'interno del 3-4-3 schierato dai partenopei contro il Frosinone. Si tratta di un franco disaccordo tra il tecnico e il suo giocatore più tecnicamente dotato, una divergenza che non si è affievolita con il risultato.

Contro il Villarreal, qualsiasi certezza tattica i partenopei avessero acquisito a livello nazionale è venuta meno. Allegri ha ammesso l'esistenza di nuove frizioni con De Bruyne dopo la sconfitta per 3-1. I dettagli di queste tensioni non sono interamente di dominio pubblico, ma lo schema è evidente: un giocatore che ha sempre brillato per la sua creatività in prossimità dell'area di rigore avversaria, a cui viene richiesto di agire più lontano da essa, che produce in termini realizzativi quando il meccanismo funziona e genera attriti quando invece inceppa.

Il bilancio del centrocampista in Serie A 2026-27 è discreto, seppur non esaltante. In cinque presenze in campionato, il belga ha messo a segno due reti e vanta una media voto di 7.08, con un AI complessivo di 84 su 100. Per un calciatore del suo calibro, che approda in un nuovo campionato a 35 anni, due gol in cinque gare rappresentano un bottino funzionale. Tuttavia, alla voce assist si registra ancora uno zero, cifra ben più significativa per chi ha costruito la sua carriera più sull'assist che sulla finalizzazione.

I partenopei stazionano attualmente all'ottavo posto in Serie A con dieci punti in sei gare — frutto di tre vittorie, un pareggio e due sconfitte. È una squadra in piena fase di assestamento, e la ricerca tattica di Allegri è specchio di questa instabilità. Il 3-4-3 adottato contro il Frosinone ha dato i suoi frutti. La stessa solidità strutturale, tuttavia, non si è replicata nell'impegno europeo.

Il valore del fuoriclasse belga per questo Napoli è incontestabile. Lo è, invece, la sua disponibilità ad accettare un ruolo che contraddice la sua auto-percezione. A 35 anni, con margini fisici più limitati rispetto al passato, il suo posizionamento incide ora più che mai, non meno di prima. Allegri dovrà trovare una soluzione che tiri fuori il meglio da De Bruyne senza chiedergli di snaturarsi; il numero dieci dovrà decidere quanto compromesso tattico è disposto ad assorbire. La sconfitta contro il Villarreal ha reso la questione ancor più scottante.