Kevin De Bruyne, centrocampista belga di 35 anni del Napoli, ha consegnato quella che potrebbe essere la sua prestazione più convincente della stagione di Serie A contro il Bodo/Glimt, guadagnandosi i complimenti di Allegri e i voti alti dagli analisti — un netto contraltare al rigore fallito che aveva macchiato la sua settimana solo pochi giorni prima.
La tempistica è tutto. Il mediano belga era diventato il simbolo del malfunzionamento azzurro dopo quel fallimento dal dischetto in una sconfitta per 1-0 in trasferta a Venezia, un risultato che aveva lasciato la squadra di Allegri al nono posto in Serie A con dieci punti da sette giornate. Dubbi sul suo impegno erano emersi pubblicamente, con interrogativi sollevati su se fosse veramente adatto alle esigenze del calcio italiano. La prova contro il Bodo/Glimt non ha dissolto tutti i dubbi, ma ha ricalibreto la narrazione.
Allegri ha usato il post-partita per posizionare De Bruyne esplicitamente nella sua struttura tattica, affermando che il calciatore "si divertirà davvero a giocare davanti" alla difesa — un ruolo che gli richiede di ricevere, distribuire e dettare i tempi piuttosto che pressare e recuperare. A 35 anni, con sei presenze in Serie A questa stagione che hanno prodotto due gol e una valutazione media della partita di 7,10, il valore dell'internazionale belga emerge più nitido quando il sistema è costruito attorno ai suoi pregi piuttosto che nonostante loro. Il suo voto AI complessivo di 84 su 100 riflette un giocatore il cui potenziale, anche a questa età, rimane ben al di sopra della media della lega.
Allegri non era interamente soddisfatto, tuttavia. Ha riconosciuto che il Napoli rimane "troppo fragile", indicando specificamente il loro lavoro senza pallone e la loro capacità di vincere intercettazioni. Questa auto-lettura è coerente con i numeri: tre vittorie, un pareggio e tre sconfitte, con dieci gol segnati e sette incassati in sette giornate. Una squadra che può produrre la qualità di De Bruyne in fase possesso ma non riesce a proteggere il pallone difensivamente è una destinata a oscillare tra il convincente e il catastrofico.
Anche McTominay ha attirato significativi complimenti dalla prestazione contro il Bodo/Glimt, suggerendo che quando il centrocampo azzurro funziona come un'unità compatta, la qualità individuale al suo interno non è in discussione. Il problema non è mai stato il talento. È stata la continuità — e l'ammissione di fragilità di Allegri suggerisce che lo sa perfettamente.
De Bruyne ha ora segnato due volte in sei presenze in Serie A questa stagione, senza alcun passaggio decisivo registrato. Per un giocatore il cui contributo storico maggiore è stata la creazione piuttosto che la finalizzazione, la colonna degli assist dovrà iniziare a popolarsi se la prestazione contro il Bodo/Glimt deve rappresentare qualcosa di più di una buona serata isolata. L'inquadramento tattico di Allegri gli fornisce la piattaforma. Se la struttura del Napoli regge abbastanza a lungo da permettergli di utilizzarla è la domanda che i prossimi giorni porranno in risalto.