Il 35enne centrocampista belga del Napoli, Kevin De Bruyne, ha vissuto un altro pomeriggio a digiuno di reti mentre gli azzurri non sono andati oltre l'1-1 in trasferta contro la Fiorentina domenica. Il gol di Gilmour è stato infatti pareggiato da Jimenez nel secondo tempo, lasciando la formazione di Allegri con un punto che, di fatto, non rende giustizia né alla prestazione offerta né alla sua attuale posizione in classifica.

Con questo pareggio, il Napoli resta nono in Serie A, con sette punti raccolti in cinque partite: un ruolino di marcia che conta due vittorie, un pareggio e due sconfitte. Un bottino modesto per un club con ambizioni che puntano decisamente più in alto. E le statistiche del belga si allineano in modo preoccupante con l'impasse collettiva. Quattro presenze in campionato in questa stagione, zero gol, zero assist, e una media voto di 6.80 – un rendimento funzionale, sì, e sempre presente, ma che non ha ancora mostrato quella forza che il suo rating complessivo di 84 su 100 lascia presagire.

A rendere il pareggio con la Fiorentina particolarmente amaro è il modo in cui sono stati lasciati per strada i punti. Il Napoli era passato in vantaggio con Gilmour, salvo poi farsi raggiungere dopo l'intervallo. Un centrocampista del calibro di De Bruyne – la cui proposta di valore si fonda sul dettare il ritmo e creare occasioni – dovrebbe essere il perno in grado di blindare un vantaggio e di allungare il gioco quando l'avversario alza il baricentro. Il fatto che l'ex City non ci sia ancora riuscito in Serie A è la questione cruciale che aleggia sulle sue prime settimane in Italia.

Allegri, nel post-partita, ha ammesso le difficoltà della squadra nella gestione dei momenti chiave, richiamando concetti come "crescita e rabbia" quale elemento cruciale, e sollevando dubbi sulle scelte relative ai cambi – in particolare sull'esclusione di Vergara. La disamina tattica sul ruolo di De Bruyne è intrinsecamente legata a tale frustrazione: il Napoli non ha ancora imparato a "ammazzare" le partite, e il fantasista belga non ha ancora fornito le risposte attese dal cuore del centrocampo.

L'allenatore della Fiorentina, prima della partita, aveva descritto il Napoli come papabile per lo scudetto. Una valutazione che, alla luce della classifica attuale, appare prematura, ma che comunque sottolinea il livello di aspettative riposto in questa squadra – e, di riflesso, su De Bruyne. Il trequartista è giunto con una reputazione forgiata in anni di Premier League, ma quelle cifre appartengono a un altro campionato e a un capitolo diverso della sua carriera. Ciò che la Serie A ha palesato finora è un giocatore che sta ancora cercando i propri punti di riferimento in un nuovo contesto tattico, sotto la guida di un allenatore il cui sistema esige diverse peculiarità da un numero otto.

Dopo cinque giornate di campionato, il margine per un avvio in sordina si sta progressivamente assottigliando. Le prossime sfide del Napoli saranno decisive per capire se si tratta di una fase di transizione o di un problema strutturale più profondo. Il contributo del belga – o, in sua assenza, la sua mancanza – sarà cruciale per fornire tale risposta.