Il Napoli di Kevin De Bruyne ha lasciato San Siro sabato dopo aver sciupato un vantaggio di due reti, cedendo per 3-2 contro l'Inter. Un risultato che relega la formazione di Allegri al 13° posto in Serie A, con un bottino di soli tre punti in altrettante gare: un successo, nessun pareggio e due sconfitte.

Ciò che più lascia l'amaro in bocca è la modalità della sconfitta. I partenopei avevano in pugno la gara contro l'Inter e se la sono lasciata sfuggire. La rete di Lautaro Martínez ha sigillato il successo in rimonta per l'Inter, completando un ribaltamento che l'allenatore dell'Inter Cristian Chivu ha descritto come una grande pubblicità per il calcio italiano — un'interpretazione generosa per una squadra a cui erano stati appena "regalati" i punti. Allegri, dal canto suo, ha riconosciuto che il Napoli deve migliorare, e ha osservato come il risultato abbia dimostrato l'illogicità intrinseca del calcio. Non aveva torto su nessuno dei due fronti.

Per quanto riguarda De Bruyne nello specifico, il quadro è quello di un calciatore ancora alla ricerca della sua dimensione in Serie A. Dopo due apparizioni in questa stagione 2026-27, il 35enne nazionale belga deve ancora mettere a referto un gol o un assist, con una valutazione media di 6.50 in quelle uscite. Un punteggio AI complessivo di 83 su 100 suggerisce che la qualità di base non è minimamente in discussione; il rendimento, finora, non è stato all'altezza. Alla sua età e con il suo profilo, il belga non è stato ingaggiato per essere un "passeggero" in un avvio difficile, bensì per rappresentarne la soluzione.

Il nodo strutturale risiede nella fragilità difensiva del Napoli. Cinque reti incassate in tre gare, cinque messe a segno: una squadra che sa attaccare ma non riesce a mantenere la giusta solidità. Il ko contro l'Inter ha cristallizzato perfettamente tale dicotomia. Una formazione che si porta avanti di due reti e poi perde non ha affatto risolto le proprie lacune difensive; le ha semplicemente posticipate.

L'influenza del numero 10 sulla produzione offensiva del Napoli è difficile da isolare senza dati sugli assist che riflettano il suo effettivo coinvolgimento nella costruzione della manovra, ma una compagine che ha gonfiato la rete cinque volte in tre partite non può dirsi sterile. L'interrogativo a cui mister Allegri deve dare risposta è se il centrocampo — con il belga a dettare i ritmi — possa imporre un controllo sufficiente a proteggere quanto l'attacco crea.

Mancano tredici gare prima della sosta invernale. La posizione in classifica dei partenopei è scomoda ma non ancora critica. Kevin De Bruyne ha il tempo necessario per imporsi in questo campionato. L'urgenza, però, è tangibile.