Il centrocampista del Napoli Kevin De Bruyne e i suoi compagni di squadra hanno incassato una sconfitta casalinga per 2-1 contro il Como nella seconda giornata di Serie A della stagione 2026-27, lasciando l'undici di Massimiliano Allegri all'undicesimo posto in classifica con tre punti dopo due partite.
La battuta d'arresto è significativa perché spezza una narrazione che aveva appena iniziato a prendere piede. De Bruyne è approdato a Napoli con il peso di aspettative considerevoli, e il suo ingresso dalla panchina nel successo della prima giornata aveva già offerto un primo assaggio di quanto avrebbe potuto apportare a questo progetto. Una sconfitta in casa così prematura – con due reti subite e con gli errori difensivi indicati come causa principale – complica il quadro prima ancora che questo possa realmente delinearsi.
Allegri è stato schietto nella sua analisi dopo il fischio finale, definendo la sua squadra "troppo morbida" in fase di non possesso e indicando la retroguardia come il reparto che necessita di un urgente miglioramento. Il tecnico azzurro ha anche riconosciuto che il suo approccio differisce da quello del suo predecessore, un'ammissione che il gruppo potrebbe essere ancora in fase di assestamento a una nuova serie di richieste. Il mister ha aggiunto che c'è del lavoro da svolgere ma ha espresso fiducia nel fatto che la squadra sarebbe migliorata – una risposta pacata, pur portando con sé un implicito riconoscimento di fragilità strutturale.
Per De Bruyne nello specifico, i numeri di questo inizio di stagione sono naturalmente modesti: una presenza, nessun gol, nessun assist, e una media voto di 7.00. Il suo punteggio AI complessivo di 84 su 100 riflette la qualità che la piattaforma gli attribuisce ancora, ma la qualità è utile solo se supportata da un sistema che la valorizzi. Un centrocampista di 35 anni che opera in un undici che lo stesso Allegri descrive come bisognoso di maggiore solidità difensiva affronta una sfida particolare — la sua influenza è subordinata alla capacità del Napoli di controllare una porzione sufficiente della gara, consentendogli di orchestrare il gioco invece di subirlo.
Il Como, allenato da Cesc Fà bregas, è arrivato al Maradona e ha lasciato il campo con i tre punti, con i gol di Baturina e Douvikas che hanno siglato le reti decisive. Il fatto che la squadra di Fà bregas sia riuscita a capitalizzare gli errori della retroguardia contro un Napoli che solo una settimana prima a Genova era apparso ben più solido e compatto suggerisce che l'assetto difensivo degli Azzurri rimane altalenante piuttosto che consolidato.
La classifica, seppur embrionale, è eloquente: tre punti in due partite, una vittoria e una sconfitta, tre reti all'attivo e due al passivo. Il Napoli non è in crisi, ma non è ancora l'undici che Allegri si prefigge di forgiare. Il ruolo di De Bruyne nel plasmare ciò che verrà — sia come titolare che come subentrato decisivo — dipenderà dalla velocità con cui verrà consolidata tale base difensiva.