Jonathan David, attaccante della Juventus, è stato accostato a un ritorno in Ligue 1 con l'Olympique Lione mentre la sua prima stagione a Torino volge al termine — uno sviluppo che reca il peso di una campagna che non ha mai trovato il suo bandolo.
Il senso è chiaro: un giocatore prelevato per rinforzare l'attacco della Juventus, capace di soli 59 gol in 37 partite di Serie A in questa stagione, viene ora etichettato, nel gergo del calciomercato, come un flop. A 26 anni, il canadese non è un giocatore-progetto le cui difficoltà possono essere derubricate a fase di sviluppo. È un attaccante nel pieno della sua maturità calcistica, e sei reti e quattro passaggi decisivi in 34 presenze in campionato rappresentano un rendimento che il sesto posto dei Bianconeri — 68 punti, con la qualificazione alla Champions League sfumata — non può digerire senza strascichi.
I numeri che ne delineano la stagione non sono catastrofici presi singolarmente. Sei reti, quattro passaggi decisivi, un voto medio di 6.40. Ma il contesto li rende più stringenti. L'allenatore della Juventus Luciano Spalletti ha plasmato una squadra che concede poco — appena 32 gol subiti in 37 partite — eppure non riesce a convertire il possesso palla in reti con la costanza che si richiede a una squadra da vertice. David era stato prelevato, implicitamente, per risolvere quel problema. Non vi è riuscito.
L'amministratore delegato Damien Comolli ha dichiarato pubblicamente che lui e Spalletti hanno idee chiare sulla rotta del club. Tale chiarezza, unita al rumors col Lione, suggerisce che l'attaccante non figuri in modo prominente in quei piani. Il profilo del canadese — tecnicamente valido, intelligente nei movimenti — non è in discussione. Ciò che la stagione ha rivelato è una discrasia tra il suo stile e le richieste del sistema tattico di Spalletti, o forse semplicemente un giocatore che non si è mai integrato.
Il caos del Derby della Mole dell'ultimo fine settimana — con gli ultras della Juventus che abbandonano gli spalti e il calcio d'inizio ritardato — ha fornito uno sfondo appropriatamente turbolento per chiudere una stagione caratterizzata tanto da frizioni istituzionali quanto da carenze tattiche. La vicenda individuale di David si inserisce in quel quadro più ampio: un acquisto arrivato con grandi aspettative e che si appresta a partire, se l'accostamento al Lione si concretizzerà, lasciando dietro di sé domande senza risposta.
Un punteggio complessivo dell'IA di 68 su 100 suggerisce che il suo potenziale sia innegabile. Se lo svilupperà a Torino o altrove, questa è l'unica domanda che conta ora.