L'attaccante della Juventus Jonathan David è stato bersagliato dai fischi dei propri tifosi bianconeri al momento della sua sostituzione, durante il pareggio interno per 1-1 contro l'Hellas Verona, già condannata alla retrocessia, giocato domenica. Un risultato che ha fatto sfumare ai bianconeri l'occasione di ridurre il gap sul Milan al terzo posto, lasciando l'allenatore Luciano Spalletti ammettere che la sua squadra è "delusa e piena di rimpianti".

Quel coro di contestazione non va sopravvalutato, ma non può essere sottovalutato. David, 26enne alla prima stagione in maglia juventina, ha collezionato sei reti e quattro assist in 33 presenze di Serie A, con una media voto di 6.40. Cifre dignitose, ma non decisive. Per una squadra che pretende dal suo centravanti di fare la differenza contro avversari già diretti verso la Serie B, un rendimento così è un campanello d'allarme.

Spalletti aveva avvertito prima del fischio d'inizio che la Juventus rischiava di "essere 11 grandi giocatori e non una squadra" – un monito contro la scarsa coesione più che contro le qualità individuali. Il pari con il Verona ha confermato i suoi timori. Il direttore sportivo dell'Hellas, Sean Sogliano, non ha nascosto il suo disappunto per l'atteggiamento dei padroni di casa, trattenendosi dal parlare apertamente solo perché, a suo dire, la verità gli costerebbe cara sul fronte professionale. Che un dirigente di una formazione retrocessa si senta libero di criticare i campioni in carica dopo un misero pareggio la dice lunga.

Il rendimento di David nell'arco della stagione alimenta ulteriormente le tensioni. Un rating complessivo AI di 60 su 100 dipinge il profilo di un giocatore che naviga sotto le sue potenzialità – non un peso morto, ma nemmeno la versione che la Juventus aveva immaginato di ingaggiare. Il divario tra l'attuale output e le proiezioni iniziali è il vero nodo della frustrazione, per i supporter e, sospettiamo, per lo stesso Spalletti.

Il momento aggrava la pressione. I bianconeri sono quarti con 65 punti in 35 gare, tra cui 18 vittorie e 11 pareggi. Con il finale di campionato alle porte, il lusso di lasciare per strada punti contro rivali come il Verona è ormai esaurito. Spalletti ha già mandato segnali chiari, chiedendo "qualità negli spazi stretti" – un messaggio che suona come un'indicazione per il mercato, mentre le voci su rinforzi estivi continuano a rincorrersi.

Se David rappresenta la soluzione o il problema da sistemare è l'interrogativo che la Juventus deve affrontare prima dell'apertura della sessione estiva. La sfida di domenica non ha offerto risposte. I fischi, invece, sì.