Non è l'erede di Arkadiusz Milik – eppure Thijs Dallinga, l'attaccante olandese 25enne del Bologna, si appresta ad affrontare la stagione 2025-26 dovendo reggere l'attacco rossoblù in un modo che la precedente annata non gli aveva mai richiesto. Santiago Castro si è trasferito alla Roma, mentre Artem Dovbyk arriva dalla capitale, facendo il percorso inverso. La rosa attorno a Dallinga è stata rimodellata con una tale velocità da suggerire che il Bologna di Vincenzo Italiano non abbia ancora concluso la sua rifondazione.
In sintesi, i numeri di Dallinga nella stagione 2025-26 – due gol e due assist in 22 presenze in Serie A, con una valutazione media di 6.50 – descrivono un calciatore che ha fornito il suo contributo senza mai dominare. Si tratta di un rendimento ragionevole per un giocatore che, all'epoca, divideva il minutaggio con Castro. Tuttavia, è una base piuttosto esigua per un centravanti di prima scelta.
Il Bologna ha concluso la stagione all'ottavo posto, con 55 punti in 37 partite e 46 reti realizzate. Si tratta di un bottino funzionale, ma non prolifico. La partenza di Castro – oggetto di trattative dirette tra i club prima della conferma del suo trasferimento – priva la squadra di un attaccante che era diventato un vero e proprio punto di riferimento offensivo. L'arrivo di Dovbyk ridefinisce il quadro tattico anziché limitarsi a colmare un vuoto: l'ucraino vanta un profilo differente, quello di un centravanti più statico, e la sua integrazione sotto la guida del nuovo tecnico della Roma, Davide Tedesco, era già stata piuttosto complessa, tanto che un nuovo inizio in Emilia porta con sé le proprie incognite.
In questo scenario, dove si posiziona Dallinga? Il suo punteggio AI complessivo di 56 su 100, con un potenziale massimo di 68, suggerisce un giocatore che i modelli di dati considerano in grado di un significativo miglioramento: non un prodotto finito, ma nemmeno una semplice riserva. Il divario tra il suo rendimento attuale e il suo potenziale rappresenta il dato più intrigante del suo profilo. Se il tecnico Italiano riuscirà a colmare questo gap dipenderà dalla continuità di Dallinga come titolare e dalle modalità d'impiego di Dovbyk: come spalla, alternativa in rotazione o titolare inamovibile.
Il Bologna ha inoltre rinforzato il centrocampo con Amondarain, proveniente dall'Estudiantes, e, secondo quanto riferito, è prossimo a cedere il difensore Jhon Lucumí al Como. La rosa è in continua evoluzione, generando tanto opportunità quanto instabilità. Per un attaccante con il profilo di Dallinga – abbastanza giovane per svilupparsi, ma già sufficientemente esperto per contribuire immediatamente – un club in fase di transizione può rivelarsi l'ambiente ideale, a patto che gli venga garantito il giusto minutaggio.
La stagione 2026-27 ci dirà se Dallinga sarà il centravanti titolare del Bologna o uno degli attaccanti a disposizione. Una distinzione di enorme importanza per un giocatore i cui numeri sono stati finora discretamente solidi, ma senza mai essere realmente decisivi.