Con la partenza di Santiago Castro ormai confermata – l'attaccante argentino si è accasato a Roma dopo un messaggio di addio che ha suggellato la fine della sua avventura in Emilia – la gerarchia offensiva del Bologna ha subito un mutamento. Thijs Dallinga, il centravanti olandese 25enne dei rossoblù, inizia la nuova stagione come punto focale indiscusso dell'attacco di Vincenzo Italiano.
Il significato di questo cambio è strutturale. L'addio di Castro elimina la concorrenza che, nella scorsa stagione, rendeva il ruolo di Dallinga incerto. In quel periodo, il numero 9 olandese aveva messo a segno due reti e fornito due passaggi decisivi in 22 apparizioni in Serie A – un bottino che rifletteva maggiormente un impiego da subentrato piuttosto che da titolare. Con un punteggio complessivo AI di 56 su 100 e un potenziale massimo di 68, i dati lo inquadrano come un profilo ancora in via di sviluppo, non ancora un prodotto finito, ma con chiari margini di crescita qualora gli venisse garantito un minutaggio consistente. Quest'opportunità, ora, è arrivata sia per cause di forza maggiore che per scelta tecnica.
Dallinga, dal canto suo, si è già mosso per rivendicare questa nuova centralità. La sua rete nella vittoria pre-campionato del Bologna per 2-0 contro l'Iraklis – match in cui anche l'esterno Rowe è andato a segno – ha regalato alla formazione del tecnico Italiano la prima affermazione estiva e ha proiettato il centravanti olandese in vetta alla classifica marcatori prima ancora che un pallone ufficiale fosse calciato. Il risultato, in realtà, conta meno del segnale lanciato: Dallinga è in piena forma, sul pezzo e ora è lui il primo nella gerarchia.
Intorno al bomber olandese, il club è in fermento. Un nuovo centrocampista è giunto dall'Estudiantes, mentre Jhon Lucumí è oggetto di un presunto interesse da parte del Como – con il Bologna che si sta opponendo a una valutazione di 23 milioni di euro. Inoltre, l'operazione Castro ha aperto le porte a una possibile trattativa in entrata per l'attaccante della Roma Artem Dovbyk. Ed è proprio quest'ultimo tassello a complicare il quadro. Qualora Dovbyk dovesse effettivamente arrivare, lo status di titolare appena conquistato da Dallinga tornerebbe immediatamente in discussione, e la questione di chi sarà il perno offensivo nel sistema di gioco di Italiano si riaprirebbe senza indugio.
Il Bologna ha archiviato la stagione di Serie A 2025-26 all'ottavo posto in classifica, con 55 punti conquistati in 37 gare – frutto di 16 vittorie, sette pareggi e 14 sconfitte, con 46 reti all'attivo e 43 al passivo. Questo è un profilo che delinea una squadra capace di competere stabilmente nella parte alta della graduatoria, pur senza minacciare costantemente le posizioni utili per l'Europa. Migliorare ulteriormente tale scenario richiede un attaccante in grado di garantire un contributo realizzativo superiore ai due gol messi a segno da Dallinga nella scorsa stagione. L'intera strategia estiva è stata quindi impostata – consciamente o meno – per fornirgli le condizioni ideali per raggiungere esattamente questo obiettivo.
Indipendentemente dall'eventuale arrivo di Dovbyk, Dallinga inizia il precampionato con una chiarezza sul proprio ruolo che non aveva mai sperimentato in precedenza nella sua avventura bolognese. La squadra sta prendendo forma con una nuova fisionomia tattica, e il suo nome è già finito sul tabellino dei marcatori mentre il processo di ricostruzione è ancora in pieno svolgimento. Questo, indubbiamente, non è un dettaglio da sottovalutare.