Il Cremonese ha superato il Pisa per 3-0 tra le mura amiche domenica, con il risultato dettato non da un'astuzia tattica, bensì da un'espulsione giunta prima del 30', che ha ridotto la formazione di Oscar Hiljemark a dieci uomini in una gara che i toscani stavano già perdendo.
Il difensore del Pisa Rosen Bozhinov ha rimediato il primo giallo al 16', poi un secondo appena sette minuti dopo, lasciando i suoi in inferiorità numerica e regalando al Cremonese un vantaggio che non si sono fatti sfuggire. L'espulsione è arrivata prima di qualsiasi rete, permettendo alla squadra di Marco Giampaolo di giocare con pazienza. L'hanno sfruttata: l'attaccante del Cremonese Jamie Vardy ha sbloccato il punteggio al 31', sfruttando una difesa già sbilanciata dall'assenza di Bozhinov. La reazione del Pisa è stata riorganizzarsi con due cambi al 37' — Arturo Calabresi per Stefano Moreo, Samuele Angori per Mehdi Léris —, ma il danno alla struttura era ormai irreparabile.
Il raddoppio è giunto sei minuti dall'inizio della ripresa. Federico Bonazzoli, punta grigiorossa, ha messo a segno il 2-0 con un assist di Jari Vandeputte, e a quel punto l'incontro aveva perso ogni equilibrio. Il pomeriggio dei nerazzurri è precipitato ulteriormente con l'espulsione di Felipe Loyola per un secondo giallo al 57', lasciando la squadra di Hiljemark in nove. Due rossi, quattro gialli e zero gol: il bollettino disciplinare da solo riassume la debacle del Pisa.
David Okereke, subentrato dalla panchina al 72', ha fissato il risultato finale con un gol all'86' su passaggio decisivo di Alessio Zerbin, portando il tabellone sul 3-0. La marcatura di Okereke — il terzo sigillo, quello che ha reso il punteggio inappellabile — è arrivata dopo che Vardy, autore del primo centro, era già uscito dal campo. Che i grigiorossi abbiano chiuso i conti con i cambi sottolinea quanto abbiano dominato una volta alterato l'equilibrio numerico.
I guai del Pisa vanno oltre un pomeriggio di caos. La formazione di Hiljemark non vince da cinque partite, racimolando zero punti e incassando undici reti in quel periodo. Nelle ultime tre sole, hanno segnato una volta e subìto sei: un pattern che non è casuale, bensì il sintomo di una squadra con problemi strutturali. I due cartellini rossi qui — uno per imprudenza, l'altro per una seconda infrazione — rivelano un gruppo che non sta gestendo la pressione con alcuna lucidità. Il doppio giallo di Bozhinov in sette minuti non è stata semplice sfortuna; è stato un cedimento disciplinare nel momento più critico.
Per il Cremonese, questa vittoria porta un po' di respiro dopo un momento complicato. La squadra di Giampaolo aveva raccolto un solo punto nelle quattro gare precedenti, con tre sconfitte e un pari. Una porta inviolata e tre gol contro una rivale ridotta a nove non cambieranno la stagione, ma la striscia delle ultime tre uscite — una vittoria, due ko, tre punti — si conclude almeno in positivo. Il modo in cui è arrivata l'affermazione, più che altro costruita sul crollo degli avversari che su una pressione costante dei grigiorossi, impone di analizzare la prestazione con cautela, senza troppi entusiasmi.
Tra un mese, questa sfida sarà ricordata come il pomeriggio in cui la disciplina del Pisa è crollata del tutto, e il Cremonese ha dimostrato la professionalità necessaria per sfruttare appieno il vantaggio.