Il Como è sbarcato a Cremona e ne è ripartito con una vittoria per 1-4, ma il risultato finale, da solo, non narra l'intera vicenda. La svolta decisiva del match è arrivata al 71', quando la Cremonese ha subito tre espulsioni in appena 120 secondi, vanificando ogni realistica speranza di rimonta da un passivo di due reti.
Il periodo iniziale ha visto protagonista Jesús Rodríguez del Como, ammonito al 20' e poi, sedici minuti più tardi, autore del gol che ha sbloccato il risultato, portando in vantaggio i lariani. Questa sequenza – un'ammonizione seguita dal contributo decisivo del medesimo giocatore – ha dettato il ritmo per un Como che ha incassato una sola rete nelle ultime tre gare. L'allenatore della Cremonese Marco Giampaolo era già stato costretto a un cambio forzato, sostituendo Youssef Maleh con Jari Vandeputte al 16', uno stravolgimento dei suoi piani tattici prima che il match trovasse il proprio equilibrio.
La ripresa si è aperta con il Como che ha trovato il raddoppio. Anastasios Douvikas ha firmato il 2-0 al 51', servito da Rodríguez. I grigiorossi hanno accorciato le distanze quattro minuti più tardi con un calcio di rigore trasformato da Federico Bonazzoli, riportando il risultato sul 2-1 e suggerendo, seppur per poco, che la contesa fosse ancora aperta. Giampaolo aveva esaurito i cambi già all'intervallo, inserendo Romano Floriani Mussolini e Michele Collocolo per tentare di dare una nuova impronta alla gara. Per qualche minuto, la formazione lombarda ha acquisito nuovo slancio. Poi è arrivato il 71'.
Alberto Grassi e Milan Đurić, entrambi della Cremonese, sono stati allontanati dal campo simultaneamente, e un'ammonizione per Matteo Bianchetti è seguita nello stesso minuto. Un minuto più tardi, anche David Okereke ha subito la stessa sorte. Tre cartellini rossi in due minuti hanno ridotto i grigiorossi di Giampaolo in otto uomini. Il centrocampista del Como Lucas Da Cunha, fino a quel momento nell'ombra, ha saputo sfruttare appieno la situazione: un penalty trasformato al 74' ha fissato il punteggio sul 3-1, e Da Cunha ha calato il poker all'81', servito da Maxence Caqueret, subentrato al 64'. La doppietta del numero 10 lariano nell'ultimo quarto d'ora è stata il contributo decisivo, arrivata contro una squadra che aveva praticamente smesso di esistere come collettivo competitivo.
Il protagonista assoluto è stato Da Cunha, il fantasista del Como, i cui due gol dopo il crollo numerico non sono stati frutto del mero opportunismo, ma il prodotto di una squadra che aveva costruito una pressione costante per tutta la durata dell'incontro. L'assist di Caqueret per il quarto gol ha evidenziato la qualità che la panchina del Como può apportare; Rodríguez, nonostante sia stato sostituito al 64', aveva già indirizzato la partita con il gol che aveva aperto le marcature e il passaggio decisivo per il raddoppio.
La serata dei grigiorossi è stata segnata da un blackout disciplinare che non trova una spiegazione tattica immediata nella sola lettura dei dati. Tre cartellini rossi in due minuti rappresentano un evento che trascende qualsiasi tentativo di correzione tattica, e la formazione di Giampaolo — già provata dalla perdita anticipata di Maleh e dai due cambi forzati all'intervallo — non ha trovato una reazione strutturata una volta ridotta in otto uomini. L'unica rete segnata, un rigore, è arrivata durante l'unico periodo in cui la partita era realmente in discussione. Tutto ciò che è accaduto dopo il 71' è stato un disperato tentativo di contenere i danni, e il punteggio finale ne è la palese dimostrazione.
In termini di stato di forma, le due squadre mostrano traiettorie diametralmente opposte. Il Como, guidato in panchina da Francesc Fàbregas, ha collezionato tredici punti nelle ultime cinque uscite, incassando una sola rete nel periodo. Le ultime cinque gare della Cremonese dipingono un quadro più complesso: due vittorie, tre sconfitte e dieci reti al passivo. Anche il periodo recente, pur con due successi nelle ultime tre – una vittoria a Udine e una casalinga contro il Pisa – è stato spazzato via dalla disfatta di questa sera.
La partita che la Cremonese vorrà dimenticare al più presto è quella che il Como ricorderà più a lungo: una vittoria esterna per 4-1, costruita su una crisi disciplinare che ha tramutato una gara equilibrata in una sorta di passerella, e un centrocampista capace di una doppietta negli ultimi quindici minuti contro otto uomini.