Cremonese-Torino 0-0: il VAR decide, Bondo arginando basta

Cremonese e Torino hanno pareggiato 0-0 allo Stadio Giovanni Zini domenica mattina, e il momento decisivo della partita non è arrivato da un gol bensì da un monitor VAR: una rete annullata al 62º minuto che avrebbe spezzato l'equilibrio e, con ogni probabilità, avrebbe completamente sgretolato la resistenza della squadra di casa.

La prima ora è trascorsa senza particolari sussulti, con entrambe le formazioni inclini a esplorare senza mai impegnarsi davvero. L'allenatore della Cremonese Marco Giampaolo e il tecnico del Torino Leonardo Colucci hanno apportato ciascuno doppie sostituzioni al 60º minuto — un reset tattico quasi simultaneo che ha bruscamente interrotto il ritmo della gara. Due minuti dopo è scoppiata la controversia centrale dell'incontro. Un tentativo granata ha oltrepassato la linea — o così pareva — soltanto per l'intervento del VAR che lo ha cancellato per un fallo in precedenza. I dettagli dell'infrazione non risultavano del tutto nitidi dalle immagini di fondo campo, ma la decisione è stata confermata, e con essa è sfumata la miglior palla gol del Torino per convertire il loro recente slancio in tre punti lontano dal Zini.

Quel che è seguito è stato un quarto d'ora acceso e litigioso. Tre cartellini gialli estratti tra il 78º e l'80º minuto — due di essi nel corso dello stesso minuto — mentre la frustrazione di una partita che si rifiutava di risolversi si traduceva in contrasti sempre più duri. Giampaolo e Colucci, nel complesso, hanno effettuato dieci cambi complessivi nei novanta minuti, una cifra che rivela più l'inquietudine tattica di entrambe le panchine che una strategia nitida di gestione della gara.

Il giocatore che maggiormente ha lasciato traccia sulla contesa è stato il mediano della Cremonese Warren Bondo, schierato da Giampaolo quale ancoraggio strutturale della zona centrale. Il lavoro di Bondo è stato principalmente di natura preventiva — neutralizzando i tentativi granata di costruire dal basso e limitando l'influenza dell'incursore del Torino Cesare Casadei, autore di giocate decisive nelle recenti vittorie di Colucci contro Pisa e Hellas Verona. Bondo non ha regalato sequenze spettacolari, ma l'assenza di combinazioni nel cuore del centrocampo granata era, in parte consistente, merito suo.

Il mancato sfruttamento della rete annullata è stato aggravato da un'incapacità più vasta di generare occasioni nitide nel gioco aperto. Giovanni Simeone, la punta del Torino, si è ritrovato isolato contro i centrali grigiorossi Sebastiano Luperto e Federico Baschirotto, nessuno dei quali gli ha concesso spazi per muoversi secondo le sue caratteristiche. Che Adams, operando a fianco di Simeone, è stato altrettanto marginale nel generare occasioni. Il Torino arrivava forte di due successi consecutivi in Serie A — l'1-0 a Pisa e il 2-1 interno contro l'Hellas Verona — e giungeva al Zini con autentico dinamismo, ma la fluidità offensiva di quelle prestazioni era completamente assente qui.

Per la Cremonese il punto risulta insufficiente a lenire un periodo complicato. Il bilancio recente è tutt'altro che confortante: una sola affermazione a Parma il 21 marzo, seguita da tre sconfitte consecutive — la 1-4 interna con la Fiorentina, l'1-2 casalingo contro il Bologna, lo 0-1 a Cagliari. Un pari contro una squadra in forma come il Torino non è disprezzabile, ma la formazione cremonese ha raccolto quattro punti nelle ultime cinque gare, e il margine sulla zona retrocessione — o il pericolo, a seconda dei parametri — non si colmerà con prove di questo tipo.

Il Torino, forte di due vittorie nelle tre uscite precedenti, si mantiene in condizione di puntare verso un piazzamento finale dignitoso, ma un punto ceduto lontano da casa contro una squadra nelle difficoltà attuali rappresenta un'opportunità buttata al vento piuttosto che un risultato credibile. Lo storico diretto tra questi club — una vittoria granata e un pareggio in due confronti — racconta efficacemente quanto ostico sia battere la Cremonese persino quando la sua stessa condizione risulta instabile.

Entrambe tornano in campo con questioni aperte: i grigiorossi in cerca di successi per consolidare la permanenza, i granata alla ricerca di quella direttività offensiva che li aveva resi convincenti nelle due apparizioni precedenti.

Questa sfida resterà nella memoria, semmai, come la partita in cui una decisione VAR al 62º minuto ha impedito sì l'unico gol che probabilmente sarebbe mai stato segnato.