Benjamin Cremaschi, il centrocampista 21enne del Parma, si è ritrovato dalla parte sbagliata in una serata amara, con la sua squadra che è crollata 2-3 contro la Roma al Tardini domenica. Il verdetto è arrivato da un rigore concesso al 101' minuto e trasformato da Donyell Malen, che ha sigillato la rimonta dei giallorossi.
Per Cremaschi, questa battuta d'arresto arriva in una stagione segnata dalla mediocrità. Otto apparizioni, zero gol, zero assist e una media voto di 6.50 dipingono il ritratto di un giocatore che sta ancora lottando per adattarsi in Serie A, anziché imporre il suo marchio. Il suo rating AI complessivo di 60 su 100, con un potenziale massimo di 72, indica che il talento grezzo c'è, ma le prestazioni attuali restano lontane da quel livello. A 21 anni, lo spazio per maturare è concreto, ma l'esigenza di accelerare è altrettanto pressante.
L'allenatore del Parma Carlos Cuesta García non ha mascherato la sua rabbia al termine del match. Si è scagliato apertamente contro l'arbitraggio, accusando che la sua squadra fosse stata bistrattata e privata di un risultato meritato: ha puntato il dito su un fallo di mano di Mancini, sul rigore decisivo e su un intervento mal fischiato ai suoi in una fase d'attacco promettente. "Parma merita rispetto, tutta Italia ha visto cosa hanno fatto", ha dichiarato. L'arbitro Chiffi è stato richiamato al VAR per rivedere l'azione, prima di assegnare il penalty per un fallo di Britschgi su un difensore romanista, una scelta poi giustificata su basi tecniche.
Che l'arbitraggio fosse viziato come sostiene Cuesta o no, i dati del Parma sono inconfutabili. Tredicesimi in Serie A con 42 punti in 36 gare — dieci vittorie, dodici pareggi, quattordici sconfitte —, il club ha incassato 45 gol contro i 27 realizzati, evidenziando una fragilità difensiva cronica, ben più grave di un rigore al fotofinish. In questo contesto, Cremaschi opera in un centrocampo costretto a tamponare per una retroguardia colabrodo.
Il suo impatto personale in questa annata è stato così modesto da rendere la debacle contro la Roma, in fondo, una storia che non ruota intorno a lui. Piuttosto, è il racconto dell'ambiente circostante: una formazione che domina le partite ma cede nei finali concitati, un tecnico che si batte pubblicamente per i suoi e un 21enne con un potenziale da 72 che vanta appena otto presenze in Serie A da inizio stagione.
L'ira di Cuesta dopo il Tardini trasmette fiducia in questo gruppo. Se il mediano del Parma riuscirà a ritagliarsi un ruolo più incisivo nelle gare residue — e se i ducali sapranno preservare un vantaggio a lungo —, sarà la risposta che le prossime settimane forniranno.