Il difensore della Fiorentina Pietro Comuzzo ha chiuso la stagione di Serie A 2025-26 siglando un'autorete, fissando il punteggio sull'1-1 contro l'Atalanta al Franchi, nell'ultima giornata di campionato. Roberto Piccoli aveva precedentemente aperto le marcature per la Dea, prima che il gesto del centrale viola ristabilisse la parità, consentendo alla formazione di Paolo Vanoli di chiudere la sua campagna con un pareggio.

Il tempismo è quasi troppo emblematico. Una stagione che ha visto un bilancio di un gol e zero assist in 26 presenze — peraltro con un'autorete come epilogo — sintetizza l'ambivalenza che ha contraddistinto il classe 2003 per l'intera annata. Il giovane difensore è stato presente, sovente affidabile, a tratti persino preminente, ma mai pienamente il calciatore che il suo potenziale lasciava presagire.

I numeri, seppur eloquenti, delineano il problema senza tuttavia risolverlo. Una media voto di 6.70 in quelle 26 apparizioni è indice di un difensore che svolge il proprio compito senza primeggiare. La sua valutazione complessiva AI di 65 su 100 si discosta in maniera significativa dal suo tetto massimo di potenziale, fissato a 78: un divario che non denuncia un fallimento, bensì uno sviluppo posticipato. A 21 anni, quel picco di rendimento resta pienamente accessibile. La questione, semmai, è se il contesto circostante sia adeguatamente strutturato per permettergli di colmarlo.

La Fiorentina ha chiuso al 14° posto con 42 punti in 38 giornate, frutto di nove vittorie, 15 pareggi e 14 sconfitte. Cinquanta reti incassate nel corso della stagione rappresentano il contesto collettivo che incornicia le statistiche individuali di Comuzzo; una retroguardia che concede gol con tale frequenza non può certo rendere onore ai difensori chiamati a blindarla. La sua autorete contro la Dea è stata l'ultima voce di quel registro, quasi un simbolo.

L'estate imminente chiarirà se il futuro di Comuzzo sarà ancora al Franchi o altrove. La sua età e il suo potenziale ne fanno una risorsa; le sue statistiche stagionali, invece, lo delineano come un progetto. Questi due aspetti non sono affatto in contraddizione, ma richiedono un club disposto a investire nella loro risoluzione.