Il Como ha superato il Parma per 2-1 allo Stadio Giuseppe Sinigaglia domenica, con il risultato finale deciso da una rete del difensore del Como Kaiki all'83° minuto. Un gol che è stato il frutto di un secondo tempo quasi interamente plasmato dalla girandola di cambi di Fàbregas, più che da quanto il Parma sia riuscito a proporre in reazione.

La rete del vantaggio è giunta al 23° minuto, quando il difensore del Como Jacobo Ramón Naveros ha concretizzato un assist di Nico Paz, conferendo ai padroni di casa un vantaggio che non avrebbero più mollato. Una marcatura che ha ben rispecchiato la fiducia del Como a inizio stagione: i lariani di Fàbregas avevano espugnato i campi di Napoli e Genoa nelle due precedenti apparizioni nel massimo campionato, e la disinvoltura con cui si districavano tra le maglie del Parma denotava una formazione già in pieno rodaggio. Il Parma, giunto a Como con un solo punto racimolato nelle prime tre giornate, ha mostrato poco per far pensare che potesse invertire la rotta.

Il momento topico del match si è consumato nei dieci minuti finali, tra l'80° e il fischio conclusivo. Il Como ha operato due cambi all'80° minuto — Samuele Ricci è subentrato a Paz e Luis Milla ha preso il posto di Lucas Da Cunha — e tre minuti più tardi il centrale comasco Kaiki ha finalizzato un passaggio decisivo di Máximo Perrone, siglando il raddoppio. La marcatura è giunta da un elemento schierato in un ruolo di copertura, a testimonianza della profondità strutturale che Fàbregas ha saputo infondere alla squadra. Il Parma ha accorciato le distanze grazie al subentrato David Romero al secondo dei minuti di recupero, su suggerimento di Pontus Almqvist, ma la contesa era ormai virtualmente chiusa.

La rete di Kaiki si è rivelata quella decisiva, e il suo significato è tutt'altro che trascurabile. Il Como aveva già esaurito le cinque slot per i cambi nel corso del secondo tempo — Maxence Caqueret, Jesús Rodríguez, Anastasios Douvikas, Ricci e Milla sono stati tutti gettati nella mischia — eppure l'assetto della squadra è rimasto immutato e solido ad ogni ingresso. Il fatto che Perrone abbia servito il difensore lariano in zona gol, con quest'ultimo partito da una posizione prettamente difensiva, è un dettaglio che riflette la fluidità con cui il sistema di Fàbregas assorbe i mutamenti di organico senza smarrire la sua vocazione offensiva.

Le difficoltà del Parma si sono palesate come strutturali ancor prima che tattiche. La formazione di Carlos Cuesta García era giunta alla sfida con una sola rete all'attivo nelle prime tre uscite nel massimo campionato, e le opzioni offensive a disposizione — con El Bilal Touré rilevato al 55° e Nesta Elphege al 64° — non avevano prodotto nulla di significativo prima dell'ingresso dei rispettivi subentranti. La rete di Romero in pieno recupero si è rivelata una magra consolazione, giunta troppo tardi per incidere sul risultato, e il passaggio decisivo di Almqvist, a sua volta inserito a partita in corso, evidenzia come i momenti più lucidi dei ducali siano arrivati solo a gara già compromessa. Una squadra che ha raccolto appena un punto in quattro gare di Serie A non può permettersi di attendere il 90° minuto per trovare le sue migliori combinazioni.

Il Como si era presentato a questo confronto forte di due vittorie e un pareggio nelle ultime tre gare di Serie A, per un totale di sette punti. Includendo il successo di domenica, lo score nel massimo campionato si attesta ora su tre vittorie in altrettante uscite — nove punti all'attivo, nessun segno X. La traiettoria del Parma, invece, punta in direzione opposta: un pareggio e due sconfitte nelle ultime tre apparizioni di campionato prima di questa giornata, e quel bilancio ora si estende a un pareggio e tre sconfitte nello stesso arco temporale, includendo questo ko. Il divario in termini di momento di forma tra le due squadre era palpabile fin dal fischio d'inizio.

Il Como, reduce da cinque risultati utili consecutivi in tutte le competizioni, sta plasmando una realtà che merita la massima considerazione.